Cinque ipotesi di trade per Victor Oladipo

 Cinque ipotesi di trade per Victor Oladipo

Copertina a cura di Francesco Ricciardi

L’Offeseason 2020 si preannuncia come una delle più importanti dell’ultimo decennio in casa Indiana Pacers. La netta sconfitta per 4-0 al primo turno contro i Miami Heat e il licenziamento a sorpresa di Nate McMillan hanno aperto le porte a mesi di riflessioni, con il futuro di Victor Oladipo ancora in sospeso.

Nonostante il nativo del Maryland abbia da poco smentito i rumors che lo davano quasi certamente fuori da Indianapolis, la permanenza di Dipo per un’altra stagione non sembra affatto scontata. Kevin Pritchard, POBO dei Pacers, ha più volte fatto intendere come la franchigia non abbia nessuna fretta di firmare un prolungamento, sentendosi ancora forte dell’ultimo anno di contratto rimasto. Detto questo è chiaro come la posizione di Indiana in questo momento non sia delle più comode e le complicazioni economiche che hanno colpito la Lega a causa del Covid non facilitino nessuna delle parti in causa.

L’idea principale del Front Office sarebbe probabilmente quella di rimettere Oladipo al centro del nuovo progetto tecnico, con un nuovo Coach, un nuovo staff e qualche aggiustamento dalla Free Agency. Un tentativo disperato di convincere Dipo a firmare un’estensione contrattuale, ipotesi che al momento appare complessa. Proprio per questo motivo il rischio di dover svendere alla Deadline, o addirittura di lasciar partire da Free Agent, un asset così importante per un mercato di dimensioni limitate potrebbe solamente complicare i piani futuri della Franchigia.

Ecco perché, anche se non fosse lo stesso Oladipo a forzare per uno scambio, i Pacers dovrebbero comunque guardarsi intorno, per cercare di ricavarne il più possibile. Le pretendenti per l’ex-Thunder non sembrano mancare, ma il contratto in scadenza, il lungo infortunio e il ritorno in campo lontano dai livelli della stagione 2017-18, hanno rivalutato in maniera netta il valore di trade di Dipo.

Con una star in uscita a prezzo di saldo, è sempre complicato pensare ad un gruppo limitato di squadre interessate, visto che in molti potrebbero fare un tentativo. Provando solamente a seguire i rumors e le esigenze tecniche, ecco cinque squadre in cui potremmo vedere Oladipo nell’Opening Night della prossima stagione.



Dallas Mavericks

MAVERICKSPACERS
Victor OladipoDorian Finney-Smith
Delon Wright
Justin Jackson
18esima scelta 2020
31esima scelta 2020

I Dallas Mavericks saranno sicuramente una delle squadre più attive sul mercato nella prossima Offseason. Le voci delle ultime settimane fanno capire come il primo obiettivo dei texani sarà quello di provare ad aggiungere una terza star da affiancare a Luka Dončić e Kristaps Porziņģis. Ecco perché il nome di Victor Oladipo ha già iniziato a circolare tra i vari insider e potrebbe tornare presto di attualità.

Un eventuale scambio con i Pacers potrebbe risultare simile a quello imbastito solamente due stagioni fa con i Knicks per Porziņģis. Come per KP, i Mavs punterebbero su un giocatore con poche garanzie fisiche, ma avrebbero la possibilità di concludere l’affare ad un prezzo favorevole.

Dallas ha concluso la stagione con il miglior Offensive Rating della storia NBA, 115.9. D’altro canto, il primo turno di Playoffs contro i Clippers ha mostrato tutte le lacune difensive che separano questa squadra dall’essere una candidata al titolo. Con 121.4 di Defensive Rating i Mavs hanno fatto peggio solamente dei Brooklyn Nets, mentre contando tutte le partite della bolla si sono spinti fino al 126.8, lasciando tirare gli avversarsi con il 48% dal campo.

Un inserimento di Oladipo potrebbe essere un primo step verso una difesa di squadra più credibile, considerando i miglioramenti di Dončić e il rientro di Porziņģis. Il tutto ovviamente dipenderebbe dal ritorno in campo di Victor: ricordandoci qualche giocata che lo ha portato ad entrare nell’All-Defensive First Team 2018.

Inoltre il contratto di Dipo permetterebbe ai Mavs di poter valutare come muoversi in vista della ricca Free Agency 2021. Se il rendimento del #4 non fosse all’altezza delle aspettative o se si aprissero le porte per un big di portata superiore, Donnie Nelson potrebbe lasciarlo andare.

Guardando in casa Pacers, invece, ci sarebbe un’aggiunta di un paio di pezzi interessanti nel roster. Quella appena conclusa è stata certamente l’annata migliore dal suo ingresso nella Lega per Finney-Smith, nella quale ha migliorato in maniera netta la sua efficienza in campo e si è guadagnato un posto da titolare fisso nello starting-5. Miglioramenti costanti al tiro e soprattutto dall’arco, dove Finney-Smith ha concluso con un 37% su più di 4 tentativi a partita, rispetto al 31% della stagione precedente. Molti meriti di un upgrade così netto in un solo anno vanno dati al sistema offensivo di primo livello disegnato da Carlisle, che gli ha permesso di prendersi 3.4 tiple wide-open a partita in Regular Season.

In ottica Draft, Indiana otterrebbe due scelte in più all’unica attualmente in possesso, la 54. Una maggiore flessibilità in termini di asset, che permetterebbe al Front Office di potersi muovere sul mercato più liberamente in base alle esigenze del roster.

 

Brooklyn Nets

NETSPACERS
Victor OladipoSpencer Dinwiddie
Taurean Prince
1^ scelta 2021 (BRK)

Anche Brooklyn potrebbe emergere come possibile pretendente per Oladipo. Come i Mavericks, anche i Nets probabilmente sonderanno il mercato per andare a caccia di un terzo violino da affiancare a Kyrie Irving e Kevin Durant, in quella che si preannuncia una stagione da vera contender dopo la clamorosa Free Agency 2019. Se i nomi di Bradley Beal e Devin Booker appaiono fuori mercato e buoni solo per i rumors, quello di Dipo potrebbe risultare molto più accessibile.

L’idea di avere due two-way stars come Durant e Oladipo nella stessa squadra, con uno scorer del livello di Irving a guidare l’attacco, darebbe certamente una posizione più autoritaria ai Nets dell’anno prossimo, infortuni permettendo. Inoltre offrirebbe a Steve Nash molte più opzioni offensive di quelle di cui potrebbe disporre con il roster attuale, con un ball-handler di prima fascia e la possibilità di utilizzare dei quintetti più lunghi in alcuni frangenti di partita.

Una trade di questo genere permetterebbe a Brooklyn di non sacrificare Caris LeVert, che dopo le performance nella bolla di Orlando appare come uno dei pezzi fondamentali per il futuro. Considerando che ha già dimostrato di essere in grado di guidare la second-unit senza problemi, un ruolo da comprimario di lusso potrebbe calzargli a pennello.

Indiana avrebbe così la possibilità di aggiungere un giocatore solido come Dinwiddie con un contratto a cifre contenute (11.4m/2anni). “The Mayor”, così soprannominato dalla fanbase dei Nets, andrebbe a coprire il ruolo di backup di Brogdon, e garantirebbe parte del sostegno offensivo mancato dalla panchina dei Pacers durante la scorsa stagione. Nonostante le difficoltà al tiro nell’ultimo anno -solamente 41% dal campo con 30% da 3- Dinwiddie ha sempre garantito un certa continuità nella metà campo offensiva, sia in termini di scoring che di assistenza ai compagni.

In aggiunta a Dinwiddie i Pacers accoglierebbero anche Taurean Prince che, nonostante l’ultima stagione poco entusiasmante, potrebbe ritagliarsi un ruolo consistente, soprattutto se Mike D’Antoni dovesse finire proprio sulla panchina di Indianapolis. La scelta 2021, ultimo tassello dello scambio, sarebbe proiettata verso fine primo giro, considerando il probabile piazzamento dei Nets tra le prime della classe.

 

Philadelphia 76ers

SIXERSPACERS
Victor OladipoJosh Richardson
Mike Scott
Zhaire Smith
49esima scelta 2020

Come per Indiana anche per Phila la stagione appena terminata ha lasciato più di qualche punto interrogativo. Gli infortuni e il roster costruito in maniera discutibile hanno portato i Sixers a concludere nuovamente i Playoffs senza arrivare neanche alle Finali di Conference, uscendo al primo turno con un secco 4-0 da parte dei Celtics. Con il licenziamento di Brett Brown si è chiuso un capitolo, con l’arrivo di Doc Rivers se ne apre uno con ancora più dubbi, ma con qualche speranza in più che possa davvero essere l’anno del next step atteso da anni.

Se liberarsi dei contratti di Horford (69 milioni garantiti nelle prossime 3 stagioni) e Harris (147 milioni per le prossime 4), appare più come una missione impossibile, l’imperativo per Elton Brand sarà comunque quello di rendere più funzionale una squadra con una netta difficoltà strutturale. È giusto però sottolineare come ad oggi una trade per Oladipo rimanga un’ipotesi molto remota, soprattutto per l’aspetto economico.

I Sixers navigano in piena Luxury Tax con molti contratti bloccati, e difficilmente decideranno di puntare su un giocatore che andrà a caccia di un rinnovo a cifre molto alte. La crisi Covid ha messo in difficoltà tutti i mercati della Lega, e pensare ad un payroll dei Sixers 2021-22 con i contratti di Simmons, Embiid, Harris, Horford e Oladipo ad oggi è fantascientifico, considerando anche l’abbassamento del Cap già dalla prossima stagione.

Il Payroll dei Sixers con evidenziate le prossime 3 stagioni
Il Payroll dei Sixers con evidenziate le prossime 3 stagioni.

Detto questo, guardando solamente l’aspetto tecnico e realizzativo, l’ipotesi rimane comunque in piedi. Un arrivo di Dipo a Philly faciliterebbe i primi mesi di lavoro per Doc Rivers e potrebbe diventare una delle chiavi per un rapido cambiamento di rotta, puntando su un all-in immediato.

Considerando come definitivo lo spostamento di Ben Simmons da 4 e quello di Horford nella second-unit, le spaziature dei Sixers risulterebbero subito più consoni ai canoni della NBA moderna, e un ball-handler del livello di Oladipo non potrebbe che giovare al sistema. Doc Rivers ha già fatto intendere di voler puntare tanto sui Pick&Roll, a differenza del suo predecessore. Negli ultimi tre anni i Clippers lo hanno utilizzato con una Frequency Percentage del 37.5, mentre i Sixers del 21.1. Lo stesso P&R, arma in più dei Pacers di McMillan, con Sabonis, Turner, Brogdon e, prima di lui, proprio Victor Oladipo come attori protagonisti.

A sbarcare nell’Indiana in questo caso ci sarebbero Josh Richardson e Mike Scott. Il primo sarebbe certamente un elemento complementare a Brogdon, considerando anche il probabile addio di Justin Holiday, che proverà a testare la Free Agency. Scott, invece, potrebbe dare più profondità alle rotazioni, nonostante abbia faticato maggiormente nel suo secondo anno in Pennsylvania. In più, la mina vagante della trade porterebbe il nome di Zhaire Smith, arrivato con grandi aspettative solamente due anni fa come 16esima scelta generale ma perennemente perseguitato dagli infortuni. Solamente 13 le partite giocate, di cui 7 la scorsa stagione.

 

New York Knicks

KNICKSPACERS
Victor OladipoJulius Randle
Dennis Smith Jr.
1^ scelta 2021 (via DAL)
1^ scelta 2023 (via DAL)

Andando in controtendenza con le ipotesi analizzate fino a questo momento, ecco che tra le pretendenti potrebbe inserirsi anche New York. I nuovi Knicks guidati da Leon Rose hanno già fatto intendere di avere intenzione di farsi trovare pronti in caso di opportunità sul mercato e l’opzione Dipo potrebbe finire sotto i radar del Front Office di Manhattan.

Nonostante i rumors su Chris Paul, il contratto del play dei Thunder sembra frenare in maniera netta gli entusiasmi dei possibili acquirenti. Come già scritto in precedenza, l’abbassamento del Salary Cap modifica ancora più drasticamente il valore di trade dei contratti più onerosi. Considerando gli 85 milioni garantiti per i prossimi 2 anni, le possibilità di vedere Paul con una maglia differente durante la prossima stagione non sono così alte come potremmo pensare. Anche, e soprattutto per questo motivo, i Knicks sembrerebbero avere Dipo davanti a CP3 nella lista delle preferenze.

New York punterebbe su un go-to-guy affermato da affiancare a RJ Barrett, che potrebbe in parte riaccendere gli entusiasmi della Grande Mela. I Knicks cercherebbero di avere garanzie di rinnovo al termine della stagione per poter completare la trade, ma la possibilità di valutarlo fisicamente e tecnicamente durante l’annata darebbe una maggior sicurezza alla Franchigia.

D’altro canto, i Knicks baseranno ogni possibile offerta di scambio sul valore delle loro picks. Se giocatori come RJ e Robinson non si muoveranno a meno di occasioni irripetibili, gli altri asset a disposizione di Scott Perry sono costituiti principalmente dalle numerose prime scelte a disposizione, ben 7 nei prossimi 4 anni. Considerando che il processo di risalita di New York avrà comunque bisogno di tempo, difficilmente il Front Office metterà sul piatto le proprie scelte, andando ad offrire quelle di Mavs e Clippers.

Fondamentalmente, se i Knicks decideranno di andare a fondo per Dipo, dovranno trovare una combinazione di scelte in grado di sopperire alla mancanza di giocatori appetibili ai Pacers. Randle potrebbe ritagliarsi un ruolo da sesto/settimo uomo in Indiana, con un contratto alto in scadenza già nel 2021. Smith Jr. sarebbe invece un giocatore da riscoprire, ma difficilmente ci sarebbero tempo e spazio per farsi valere in un contesto più competitivo.

Il rischio per New York sarebbe quello di offrire più del dovuto, ritrovarsi col cerino in mano la prossima estate o, peggio, rifirmare a cifre alte un giocatore che potrebbe aver già passato il meglio della sua carriera. Pro e contro da valutare attentamente, ma l’opzione Knicks non è da scartare.

 

Miami Heat

HEATPACERS
Victor OladipoKendrick Nunn
Kelly Olynyk
20esima scelta 2020
2^ scelta 2022 (via PHI/DEN)

Ultimi, ma non per importanza, ecco i Miami Heat. La squadra della Florida è stata accostata per mesi al nome di Oladipo, e sarà probabilmente la favorita se alla fine il divorzio con Indiana dovesse verificarsi. Giusto ricordare come l’obiettivo non dichiarato di Pat Riley sia quello di puntare con forza alla Free Agency 2021, e l’idea di andare a toccare un roster che si è appena giocato le Finals a viso aperto potrebbe non essere la soluzione ideale.

Ecco perchè i nomi di Duncan Robinson e Tyler Herro, rimbalzati già a fine 2019 come possibili tasselli per arrivare a Dipo, oggi non sono più su nessun tavolo. Impossibile pensare che Miami possa privarsi di uno dei suoi gioielli dopo dei Playoffs di questo livello, soprattutto per un giocatore con così tanti interrogativi accanto. Nonostante questo, gli Heat potrebbero provare a prendere una strada differente se volessero comunque tentare di aggiungere Victor al roster.

Un Oladipo vicino ai suoi livelli migliori sarebbe il tassello perfetto che permetterebbe a Miami di riconfermarsi anche il prossimo anno. La versatilità e la capacità di essere un fattore decisivo in entrambi i lati del campo renderebbero gli Heat ancora più solidi di quanto hanno dimostrato nelle ultime settimane. Inoltre, il contratto in scadenza, come per le altre franchigie trattate, darebbe il vantaggio a Pat Riley di poter valutare attentamente tutte le variabili in vista del 2021, partendo sicuramente da quelle fisiche.

Come nel caso della squadra dei nuovi Sixers di Rivers, Oladipo avrebbe la possibilità di giocare molti P&R. Nella stagione 2017-18 Dipo ha effettuato ben 8.6 P&R a partita, con i quali andava a rilasciare ben 8.6 tentativi con il 46% dal campo. Numeri che fanno capire meglio le qualità del #4 di Indiana quando viene coinvolto da primo ball-handler.

Tra i vari asset a disposizione degli Heat, Kendrick Nunn sarebbe certamente il più sacrificabile. A parte gli sprazzi in gara 5 e 6 contro i Lakers, il crollo rispetto alla prima parte di stagione ha riportato sulla terra il nativo di Chicago, e gli stessi Pacers potrebbero vederlo come un pezzo interessante per convincersi ad accettare lo scambio. Con una nuova guida tecnica, Indiana potrebbe dare una occasione concreta a Nunn per ritagliarsi un ruolo solido nella Lega. In più i Pacers, oltre alla scelta, si garantirebbero un anno di Olynyk, che ha più volte dimostrato quanto possa valere off-the-bench in squadre competitive.

In tutto questo, l’unica cosa sicura è che il futuro di Victor Oladipo è ancora tutto da scrivere. I prossimi mesi ci diranno se l’uomo da Upper Marlboro imboccherà una nuova strada o deciderà di rimanere in Indiana. In tante osservano interessate, pronte a farsi avanti.

Francesco Perillo

Tifoso dei Knicks e appassionato di basket; sogna ancora un futuro in cui il nostro pacioccone in maglia #7 alza il Larry O'Brien davanti alle folle del Garden.

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