Cosa è successo in gara 6 delle NBA Finals

 Cosa è successo in gara 6 delle NBA Finals

Copertina a cura di Nicolò Bedaglia

Con una vittoria per 106 a 93 i Los Angeles Lakers conquistano gara 6 delle NBA Finals e si laureano campioni NBA per la stagione 2019-20. James & co. sono riusciti a riportare il tanto agognato anello nella città degli angeli dopo ben dieci lunghi anni.

Poco prima della palla a due arrivano importanti news: Los Angeles decide di schierare Caruso titolare al posto di Howard; Miami, invece, da il via libera a Dragic per giocare partendo dalla panchina. Una grande prova di forza da parte del Dragone, dato che giocare in una condizione simile non è facile.

Gara 6 inizia subito fortissimo. Un botta e risposta continuo: da una parte i Lakers cercare di imporre il proprio gioco alzando il ritmo grazie alla difesa e dall’altra Miami che, grazie al playmaking diffuso (ovvero tanti buoni trattatori di palla), esegue un gioco molto corale per trovare più tiri aperti possibile. Lo spettacolo va esaurendosi a fine primo quarto, un parziale di 9 – 4 porta i Lakers in vantaggio di otto lunghezze e si iniziano ad intravedere i fantasmi di Gara 1.

I Lakers mostrano i muscoli già dal secondo quarto, costringendo Miami ad un misero 7 su 23 dal campo ed 1 su 7 da tre punti per un totale di soli 16 punti nel secondo quarto. La partita lentamente scivola via (si arriva fino al +30 nel terzo quarto), tanto che Vogel dichiarerà “siamo nel mezzo di un capolavoro difensivo“. Miami continua a lottare ma è tutto inutile: Los Angeles riesce a concludere dopo sei partite una stagione durata un intero anno.

 

La difesa dei Lakers su Butler

Dopo una ulteriore gara sbalorditiva di Jimmy Butler, Vogel ha deciso di cambiare nuovamente la difesa sul nativo di Houston. Il primo cambiamento è quello di spostare Davis su Adebayo e James sul numero 22.

Butler gioca una gara sotto tono per i suoi standard, complice il fatto aver giocato ogni minuto in Gara 5 oltre alla ottima difesa di LA.

Qui è possibile vedere la sua shot chart. Jimmy tenta in tutta la partita solo 10 tiri e ne segna 5. Come si evince dalla mappa di tiro qui sotto, i focus principali della difesa dei Lakers riguardo Butler sono quelli di levare il pitturato e di togliergli palla dalle mani il prima possibile.

LeBron & co. fanno un ottimo lavoro. Come si vede nella clip, Butler non attacca il canestro quando viene marcato da James e preferisce servire i compagni sul roll. Ovviamente non è solo merito di James ma è anche grazie al fatto di avere altri giocatori in grado di ruotare, più Davis che protegge anche il ferro dal lato debole. Prima vediamo Butler chiamare Crowder per il blocco, Green esce forte e cambia. In questa situazione Butler non ha alcun vantaggio per attaccare in palleggio e deve servire Crowder sul roll. La difesa dei Lakers a questo punto aiuta e ruota, stoppata e recupero.

 

In altre situazioni i Lakers hanno raddoppiato Butler quando si trovava accoppiato con giocatori più piccoli. In post contro Green arriva prontamente l’aiuto di Caruso che costringe Butler a uscire di nuovo sul perimetro e scaricare per Herro. Nel secondo quarto vediamo nuovamente un accenno di raddoppio. Butler riesce a ricevere in post contro Rondo, per evitare i due punti sicuri KCP inizia a fare stunt, ovvero salta rapidamente verso Butler accennando così un raddoppio per poi tornare sul proprio uomo. La stella di Miami è dunque costretta a scaricare.

 

Vogel ha utilizzato anche il cambio sistematico per limitare Butler (che già si è visto in questo articolo, nella prima clip). Jimmy è uno dei migliori della lega nel ricercare il mismatch e queste finali ne sono state la conferma. Sistematicamente venivano puntati Howard e Kuzma ma come è andata stanotte?

Ovviamente se a cambiare è Davis i problemi sono nulli. Jimmy vuole il blocco di Bam per potersi liberare di James ma Davis salta prontamente fuori e cambia. Butler è costretto ad uno scarico in emergenza su Jae.

 

I timori arrivano quando nel cambio viene coinvolto Kuzma. Per due azioni di fila Kyle viene cercato nel mismatch hunting da parte di Butler ma, sorprendentemente, i risultati sono buoni. Nella prima clip, nonostante il canestro subìto, Kuzma mantiene un’ottima posizione difensiva: non si fa spostare e rimane a contatto senza fare fallo. Semplicemente qui è stato bravo Butler. Nell’azione seguente il numero 0 finisce di nuovo su Butler e prima rischia di subire sfondamento, poi recupera su Jimmy costringendolo ad uno scarico in emergenza.

 

L’ultimo asso nella manica di Vogel è stato l’aiuto e recupero. In tutti i casi questa tattica difensiva ha portato ad un tiro contestato o ad una palla persa e solo con Morris i Lakers hanno subito canestro, perché Kieff è più lento di piedi dei vari Caruso e KCP. Dopo i grossi errori di distrazione di gara 5 è stato piacevole vedere come i Lakers non si siano dimenticati mai i tiratori. Miami gioca un set simile ad una pistol action ma Butler rifiuta il blocco di Robinson per prendere quello di Bam, saggiamente Duncan si ricolloca in angolo, pronto per lo scarico. Questa imprevedibilità ha causato molti problemi ai Lakers ma in questo caso KCP, dopo aver aiutato alto su Butler, riesce a recuperare immediatamente sul tiratore di Miami.

 

 

La Difesa dei Lakers: “a masterpiece”

Non solo Butler: i Lakers hanno egregiamente limitato tutti gli Heat. Come ha detto Vogel, un capolavoro difensivo. Dopo un primo quarto difensivamente nella media, LA inizia ad essere più fisica e a spingere sull’acceleratore: scordatevi tutte le triple open e wide open concesse ai tiratori di Miami per errori difensivi banali.

I Lakers iniziano il secondo quarto con 8 lunghezze di vantaggio e concluderanno con un vantaggio di 28 punti. In questo periodo i Lakers concedono a Miami pochissimo: 12 punti nel pitturato e una sola tripla dalla punta. Un massacro difensivo come mostra il colore rosso della shot chart.

Non solo tanti canestri sbagliati ma anche palle perse. Miami nei primi tre quarti perde 12 dei 13 palloni totali a fine gara, palloni che costano caro alla squadra della Florida e che sono come una boccata di aria fresca per i Lakers. La transizione defense to offense sottostante è l’emblema della gara: KCP riesce a scoraggiare il tiro di Robinson e Davis intercetta il passaggio quel tanto che basta per permettere a Caruso di lanciare la palla a James in contropiede.

 

I Lakers hanno quindi cercato di portare la partita verso il loro stile di gioco: difesa e correre. Le statistiche ci confermano quanto detto: 16 punti in contropiede ed in generale 20 punti segnati a Miami dopo una palla persa. Numeri che in una situazione normale non fanno gridare al miracolo ma Miami era riuscita a limitare moltissimo le palle perse ed i punti in contropiede, come per esempio in Gara 4 dove i Lakers hanno segnato solo 7 fastbreak points.

 

Qui vediamo un’altra palla rubata, questa volta è Caruso l’artefice: sul pick and roll Herro sbaglia completamente il passaggio e Alex è pronto ad afferrare il pallone, da qui parte il contro piede e James segna con fallo.

 

Rajon Rondo, il Celtic che vince da Laker

Dopo una serie fatta più da bassi che da alti, Rajon torna quello che dai fan più accaniti viene definito come “Playoff Rondo”. Rondo gioca una buona Gara 6 sotto ogni punto di vista. È lui l’uomo in più dalla panchina, un giocatore di esperienza che riesce ancora a dare qualcosa (non sempre con continuità, vedasi la RS, la serie contro Denver e alcune gare di queste finals) in questa importantissima gara 6, il suo tabellino alla fine della gara reciterà 19 punti con 3 su 4 da tre ed il 72% dal campo.

Certo, rimane un giocatore totalmente fuori tempo per questa NBA moderna ma ha ancora qualche colpo di genio e qualche cartuccia da sparare, come la spin move su Adebayo o le penetrazioni con Butler addosso.

Rondo ha aiutato anche in altri modi: tra hustle plays e scorribande in area infatti si è rivelato un compagno ottimo sul campo. Perché? Nel Basket è importantissima la comunicazione e parlare in campo – soprattutto quando non c’è James – per dirigere la squadra è vitale. A 33.8 secondi dalla fine del terzo quarto, le telecamere hanno ripreso Rajon e stava dando indicazioni ai compagni (in questo caso Morris).

Grazie a questo anello Rajon diventa il secondo ex Celtic’s di sempre a vincere un titolo anche con i Lakers. Dalla rivalità al tetto del mondo (di nuovo).

Miami e Lakers ci hanno regalato delle Finals perfette per concludere quello che è stato un viaggio lunghissimo, durato più di un anno. Delle Finals che sembravano avere un esito scontato e poi invece si sono trasformate in tutt’altro. Complimenti ai campioni Lakers e a Miami.

Andrea Poggi

Nasce tifoso Lakers per fare un torto al padre (ahimè, tifoso dei Celtics). Dopo anni da giocatore in UISP, trova anche il tempo di allenare al minibasket. Sognare di vincere un campionato da allenatore dite che è troppo?

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