Cosa è successo in gara 3 tra Lakers e Nuggets

 Cosa è successo in gara 3 tra Lakers e Nuggets

Copertina a cura di Nicolò Bedaglia

Lakers e Nuggets nella notte italiana tra martedì e mercoledì si sono dati battaglia nel terzo atto della serie che, dopo Gara 1, sembrava dovesse essere meno interessante di quello che invece si prospetta ora.

Dopo il buzzer beater di Davis e una Gara 2 persa per un soffio, Denver entra in campo con l’atteggiamento giusto e dal secondo quarto in poi crea diversi parziali per andare prima sul +18 a metà secondo quarto – 32 a 50 – e poi sul +20 a fine terzo periodo. Solo un faticoso rientro dei Lakers – contro parziale di 19-6 nell’ultimo quarto – riapre la partita per dei minuti finali decisamente combattuti.

Sarà poi Jamal Murray a chiudere la pratica con un parziale di 8-0 tutto suo con, in sequenza, una tripla allo scadere dei 24 in faccia a Caruso, un assist in emergenza per due punti facili di Millsap e la tripla due passi dietro la linea da 3 punti, sempre allo scadere dei 24 secondi contro Anthony Davis.

 

I PUNTI CHIAVE DELLA PARTITA

Prima di iniziare a parlare di quelli che sono stati i punti fondamentali di questa vittoria Nuggets, vorrei ricordare ancora una volta i numeri di Jamal Murray e la maturità mostrata in questi playoffs data anche l’assenza di Will Barton: in clutch time Jamal Murray ha segnato 8 delle 11 triple tentate e 7 dei 14 tiri tentati da due.

 

1) I ROLE PLAYER DEI NUGGETS

Jerami Grant (26 punti –career high ai PO– 10/12 ai liberi, 2/5 da 3 e la solita energia in difesa), Monte Morris (14 punti in 20 minuti uscendo dalla panchina) e Michael Porter Jr (9 punti, 6 rimbalzi e 2 rubate) sono stati indispensabili per poter permettere a Jokić e Murray di non avere gli occhi puntati addosso per tutta la partita.

Grant ha dimostrato di poter mettere palla per terra e attaccare il ferro con continuità – per lui 12 liberi tentati – senza accontentarsi di stare fermo sul perimetro e muovendosi in continuazione.

 

Monte Morris, invece, è stato molto bravo a farsi trovare pronto soprattutto nei quintetti senza una delle due star dei Nuggets presenti in campo: facilitare il gioco quando giocava da secondo play con Murray e rimanere aggressivo quando eseguiva il gioco a 2 con Jokić.

 

Ultimo ma non per importanza, Michael Porter Jr. Nella prossima clip potete notare una buona rotazione difensiva con rubata ed una tripla senza coscienza in faccia a nient’altro che LeBron James.

 

Come dicevamo nella preview della serie, la percentuale da 3 punti “degli altri” rende più complicato raddoppiare Jokić, libero di attaccare in 1vs1 il diretto avversario.

 

2) LA DIFESA DEI NUGGETS SU DAVIS

Gara 2 e Gara 3 hanno evidenziato chiaramente come il gameplan difensivo dei Nuggets sia quello di scommettere sulle percentuali da 3 degli esterni Lakers per raddoppiare Davis o comunque rendergli molto difficile ricezione e ISO in situazioni di post basso. In poche parole cercare di tenere il più possibile lontano dal canestro Davis.

In questo caso le rotazioni di Vogel sono determinanti: per Denver diventa tutto più facile se Rondo, LeBron, lo stesso Davis sono in campo insieme, soprattutto se aggiungi la versione di Gara 3 di Caruso e Kuzma. L’unica vera minaccia dal perimetro rimane Kentavious Caldwell-Pope (53.5% da 3 in queste prime tre partite con circa 5 tentativi a partita).

Le squadre per i Lakers non sono sempre ottimali, ma i Nuggets hanno fatto un ottimo lavoro non permettendo a Davis una facile ricezione o un facile possesso vicino al ferro: in questo caso riceve alto e prova a sfidare Millsap, Harris lascia andare Green in angolo e aiuta. Scarico di AD e rotazioni perfette dei Nuggets che decidono di lasciare la tripla a LeBron.

 

Situazione simile pochi possessi dopo con ancora Harris e Millsap e il doppio lungo Lakers. Davis sembra poco aggressivo e dopo il cambio sistematico decide di non attaccare il ferro. Risultato? Attacco fermo e persa banale di James.

 

Come dicevamo prima, nei minuti finali non ti puoi permettere questo quintetto contro una difesa che si adatta bene come quella dei Nuggets: è vero che Rondo è stato uno dei principali protagonisti con diverse rubate per far rientrare i Lakers in partita, ma in queste situazioni averlo in campo non è sempre positivo. Denver si mette 3-2 con Grant e Jokić che accorciano per aiutare Harris su una possibile penetrazione di LeBron, poi il passaggio per il taglio di Caruso che essendo girato non può vedere Kuzma in angolo e deve servire Rondo.

 

3) I RIMBALZI

Una delle principali note dolenti in casa Lakers è stata senza dubbio la scarsa presenza dei lunghi a rimbalzo: 25 rimbalzi totali per la squadra di Vogel, di cui 10 del solo LeBron James. Anthony Davis, JaVale McGee e Dwight Howard hanno sofferto tantissimo l’aggressività di Denver, spesso senza neanche provare a lottare per prendere rimbalzi offensivi, uno dei motivi per cui Howard stesso ebbe un impatto molto positivo in Gara 1. Questa volta l’intensità era a favore di Jokić.

Qui, dopo aver saltato a rimbalzo, viene disturbato da Danny Green e perde inavvertitamente il controllo del pallone generando una brutta palla persa:

 

In questo caso è tutta la difesa dei Lakers che si addormenta non tagliando fuori i giocatori dei Nuggets. Per Murray il rimbalzo è comodo comodo.

 

4) LA DIFESA A ZONA DEI LAKERS

Durante il parziale del quarto periodo i Lakers decidono di difendere a zona per diversi possessi – esattamente dal minuto 8 al minuto 5 – e questo permette a LeBron e compagni di viaggiare spesso in transizione grazie a un paio di rubate di Rondo, una di LeBron e una di Caruso.

Diversi tipi di esecuzione: nella prima clip Caruso e Rondo rimangono alti sul perimetro con il #4 dei Lakers che inizia il possesso difensivo accoppiandosi con Jokić, mentre Jamal Murray rallenta l’esecuzione del gioco a due con il centro grazie alla pressione di Rondo.

 

Questa invece è quasi una zona 3-2 con Rondo che si accoppia con Jokić mentre Kuzma e Caruso occupano il mezzo angolo. La rubata il tabellino la darà a LeBron ma la rotazione di Caruso prima e di Kuzma poi è quasi perfetta.

 

La rimonta non è poi stata completata, ma è apprezzabile la scelta difensiva di Vogel (non aveva mai utilizzato la zona così a lungo). I Lakers, infatti, nei tre minuti di zona sono passati dal -10 al -3, riaprendo una partita che sembrava ormai indirizzata lato Nuggets.

Alberto Motta

Tifoso Nuggets dal 2007, segue il basket praticamente da sempre. Ha scelto Denver grazie a gente come Jr Smith, Melo e Birdman. Scrive di basket perché è la sua più grande passione e il mezzo migliore per raccontare la pallacanestro.

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