Spunti tattici dalla bolla di Orlando – ATO Edition

 Spunti tattici dalla bolla di Orlando – ATO Edition

Copertina a cura di Marco D’Amato

In NBA, soprattutto ai playoff, non sempre è vero che dalle prime azioni si possano trarre alcune indicazioni che col senno di poi si possono rivelare “premonitrici” del futuro andamento della partita. Ma a parte queste preveggenze alla Nostradamus, noi di The Shot ci siamo chiesti: “Perché non tirar fuori tutte le prime azioni di queste Conference Finals?“.

Quindi eccoci qua. Per comodità prenderemo in considerazione anche gara 7 tra Clippers e Nuggets, giocatasi martedì notte.

 

MIAMI VS BOSTON, GARA 1

Miami inizia gara 1 con una classica entrata UCLA che serve a portare il trio Crowder-Adebayo-Robinson in una Elbow Action (gioco dal gomito), dove le letture e la reazione alla difesa hanno costantemente e qualitativamente portato Miami alle Finali di Conference.

Qui però Boston difende aggressivamente con Brown molto attivo sulla palla e Smart a forzare ogni blocco di Adebayo. Risultato? Un tiro contestato allo scadere.

 

Boston dall’altra parte entra offensivamente in Gara 1 con una motion, dove dopo l’alternanza di qualche gioco a 2 — pick’n’roll Walker-Smart e handoff Theis-Tatum — trova un buon penetra scarica di Brown per la tripla di Smart.

 

MIAMI VS BOSTON, GARA 2

Dopo la sconfitta nel primo atto della serie, Boston è più che mai determinata a rifarsi e qual miglior modo se non quello di provare a coinvolgere l’All Star Kemba Walker? Questa prima azione di Gara 2 è stata veramente ben costruita, portando al mismatch playmaker vs centro. Anche se c’è da dire che con Adebayo, difensivamente, esistono pochi, forse zero, mismatch.

 

Se Boston voleva attivare da subito Walker, lo stesso vale per Miami con Adebayo. Dopo il pindown per Crowder, seguito da un Cross Screen di Adebayo per Robinson, difeso passando sopra il blocco da Smart, possiamo notare come la ricezione dinamica e l’1vs1 in post a due passi dal canestro sia molto “semplice”, come i 2 punti dell’ex Kentucky.

Qui la chiave che permette questa facile ricezione è la pericolosità di Robinson da oltre l’arco, che costringe Smart a passare sopra al blocco, escludendo di fatto ogni aiuto per Theis.

 

DENVER VS CLIPPERS, GARA 7

Lasciamo in sospeso per un secondo la serie ad Est e andiamo a vedere come le due prime azioni di Gara 7 siano state premonitrici della disfatta di una delle due potenze ad Ovest.

Denver inizia in maniera molto ordinata con un blocco sulla palla per Murray ed un blocco diagonale per liberare Jokić in post 1vs1 contro Zubac. Dopo i primi palleggi di Jokić, ovviamente, la difesa collassa sul serbo, che trova Harris in angolo per una tripla abbastanza facile. Il tiro è un’airball che però un allenatore può accettare, dopo aver costruito un azione in maniera ottimale.

 

I Clippers, invece, sfruttano la prima azione, portando a casa i 2 punti in semi transizione/motion, grazie alla penetrazione di Beverley.

 

LAKERS VS DENVER, GARA 1

Gara 1 è stata a senso unico, con i Lakers che si sono aggiudicati questo primo atto in scioltezza contro una Denver forse ancora stanca per l’ennesima Gara 7 della stagione.

Denver ritorna a giocare la prima azione del primo quarto ancora per Jokić, che riceve dopo il cross screen di Murray.

Giocare 1vs1 in post statico contro McGee è certamente diverso da giocare 1vs1 contro Zubac (per quanto ammiri e sia forte difensivamente Zubac). McGee da prima impedisce una facile ricezione grazie alle lunghe braccia che, nonostante il blocco, costringono Jokić a ricevere qualche passo più lontano dal canestro. E sempre le lunghe braccia e la reattività lo aiutano a stoppare e a colmare quel piccolo spazio di separazione che Jokić aveva costruito con l’aiuto dei gomiti e della sua “sapienza” cestistica.

 

I Lakers costruiscono la loro prima azione a metà campo dopo un contropiede fallito ed un canestro subito in transizione da parte di Grant. E non è né un’azione per LeBron né per Davis, ma che sfrutta la loro pericolosità per liberare uno dei comprimari, nello specifico Green.

Possiamo notare la semplicità dell’attacco Lakers e, allo stesso tempo, l’elevata pericolosità di tale semplicità: con un doppio stagger, infatti, Green ha la possibilità di costruirsi 2 punti abbastanza semplici. Questo perché i tre difensori coinvolti, Harris-Grant-Millsap, aggiustano la loro difesa in funzione di LeBron e AD.

Specialmente Grant, passando dietro al primo blocco, si va a ritrovare in una posizione “morta” non riuscendo a comunicare efficacemente con Millsap e rimanendo incastrato dal secondo blocco e conseguente taglio di Davis, cosa che lo porterà poi ad essere in leggero ritardo in close out su Green, che lo punisce con la penetrazione ed i primi due punti Lakers.

 

MIAMI VS BOSTON, GARA 3

Miami in vantaggio 2-0 nella serie apre gara 3 con la consueta entrata UCLA, con successiva Elbow Action conclusa dalla tripla presa da Crowder dopo il blocco flare con Adebayo. Niente 3 punti per l’ex Marquette, ma certamente un buon tiro preso, in pieno stile Miami.

 

Boston risponde con la consueta Motion five out che, dopo un paio di cambi di lato, muove la difesa di Miami quel che basta per permettere a Smart la penetrazione ed i “facili” 2 punti.

 

DIRECTOR’S CUT AWARD

Vince il premio “Director’s Cut Award” l’azione post time out (ATO) dei Nuggets in G1.

Con un primo quarto ancora alla pari, Denver esce dal time out sotto 21 a 17 e porta a casa questi due punti con quest’ottimo taglio di Craig che sfrutta l’assist di Murray e la difesa leggermente distratta di Kentavious Caldwell-Pope. Un’ottimo esempio di taglio alle spalle del difensore a.k.a. ghost cut.

 

Roberto Fois

Romano, classe'91, trapiantato in Inghilterra, quando gioca ad ogni tiro si sente una voce misteriosa urlare "Ti infilo!". Quando invece non gioca o allena, lo potete trovare al pub mentre legge Michael Connelly sorseggiando un buon gin 'n tonic. Scrive su The Shot per potersi permettere una roulotte rosa per 'ma.

Invia
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments