Cosa abbiamo imparato dal diciassettesimo giorno di playoff

 Cosa abbiamo imparato dal diciassettesimo giorno di playoff

Copertina a cura di Nicolò Bedaglia

Dal diciassettesimo giorno di playoff abbiamo imparato che Denver non va presa sotto gamba e che Toronto ha sette vite. Entrambe le serie sono ora in pareggio: cosa ci aspetta?

 

LOS ANGELES CLIPPERS – DENVER NUGGETS (1-1)

Analisi di Lorenzo Pasquali

Dopo la sonora batosta di gara 1, i Denver Nuggets si impongono 110-101 per mandare la serie sul punteggio di 1-1. Andiamo ad analizzare alcuni temi della partita.

Il primo quarto di Denver

Com’era prevedibile, la squadra allenata da coach Malone ha iniziato la partita con grande intensità, vincendo il primo quarto 44-25. Il vantaggio accumulato nella prima frazione di partita è ciò che ha portato Denver alla vittoria: tutti e tre quarti finali sono stati vinti da LA, che non è però riuscita ad avvicinarsi abbastanza per poter riprendere la gara.

Se da un lato la difesa ha beneficiato della maggiore intensità, l’impatto più grande l’hanno avuto le percentuali al tiro di Denver: 17/24 dal campo con 7/11 da 3. Il 4/5 dalla lunga distanza di Gary Harris e Jokic è il vero outlier del quarto (rispettivamente 33% e 31% in stagione).

Quando un sospetto tiratore ti segna una tripla dal palleggio in step-back per iniziare la partita, forse sarebbe meglio prepararsi per una serata particolare

 

Prima serata storta al tiro per Kawhi in questi playoff

A seguito di quella che probabilmente è stata la migliore run di un giocatore in questi playoff, gara 2 è stata la prima partita in cui Kawhi ha davvero faticato al tiro.

L’intensità difensiva dei Nuggets e in particolare la lunghezza di Jerami Grant lo hanno sicuramente condizionato:

 

Dopo aver tirato 9-10 nel pitturato in gara 1, in questa partita è arrivato un modesto 3-13 da quella zona del campo.

I rimbalzi offensivi di Zubac sono stati uno dei pochi risvolti positivi del primo quarto di LA. Il centro croato ha saputo capitalizzare sugli errori dei compagni:

 

Millsap ha vinto il duello con Morris

Dopo una gara 1 dominata dal gemello più forte di LA, Millsap ha risposto con una grande gara sui due lati del campo.

Il veterano è fondamentale per il gioco di Denver: se i Nuggets vogliono vincere la serie non possono prescindere da questo Millsap nello scontro diretto con Marcus Morris.

 

Fondamentali anche i rimbalzi offensivi presi in mezzo a una marea di difensori dei Clippers:

 

Le disattenzioni dei Clippers

Come accaduto nella serie contro i Dallas Mavericks, la squadra di Doc Rivers ha risposto in ritardo agli accorgimenti avversari.

La prima cosa che ha sorpreso l’attacco di LA sono stati i raddoppi sul post di Leonard: la palla è uscita lentamente dal raddoppio e ha raggiunto a fatica i giocatori designati per prendersi un tiro aperto. In generale, l’attacco di Rivers è rimasto a osservare la difesa aggressiva di Denver, senza muovere la difesa con extra pass e tagli nel pitturato.

A punire LAC anche le 17 palle perse: davvero troppe disattenzioni per una squadra che vuole rimontare uno svantaggio del genere.

Le poche volte in cui un giocatore sul perimetro ha tagliato a canestro sono arrivati punti facili:

 

Gli altri errori sono arrivati soprattutto nella metà campo difensiva per i Clippers. Quando Denver ha mandato un esterno a bloccare per liberare Jokic, la guardia di LA coinvolta ha raramente rallentato la corsa del serbo:

 

Shamet non si accorge del blocco che il suo uomo porta a Zubac, non comunica e non utilizza il corpo per rompere il taglio del serbo. Il risultato è Jokic libero di attaccare Zubac in corsa con un vantaggio già acquisito.

 

Jokic esce dai blocchi e si prende il tiro aperto.

Nel secondo tempo i Clippers hanno iniziato a fare hedge&recover, limitando molto la superstar avversaria in queste condizioni, ma ormai il danno era fatto.

Nel secondo tempo si sono viste anche migliori rotazioni sul pop di Jokic:

 

Numerose anche le disattenzioni nell’accoppiarsi con gli attaccanti di Denver. Qui ad esempio nessuno si accoppia con Murray in transizione, lasciando la linea di penetrazione completamente libera:

 

E ancora in questa azione, nessuno si accoppia con Morris che è libero di tirare da 3 incontestato:

 

+ JaMychal – Trezz

Continuano le difficoltà del neo-6MOY. Il centro di riserva dei Clippers fatica ancora nelle ricezioni dinamiche e nelle conclusioni al ferro, ovvero ciò che lo hanno contraddistinto negli ultimi anni.

Quando Harrell non capitalizza in attacco, diventa assolutamente insostenibile la sua pessima difesa:

 

In questa azione esegue uno show su Murray, ma lo fa con poca convinzione e quando deve recuperare sull’uomo non sa quale rotazione eseguire, vagando per il campo.

Plumlee è il centro lento e limitato offensivamente contro cui Harrell può avere un impatto positivo, ma deve assolutamente recuperare la forma di metà stagione e tirare meglio i liberi: 4/8 per lui in gara 2.

Molto meglio invece i minuti con JaMychal Green da centro o da 4 vicino a Zubac, confermando quanto visto finora nei playoff.

JaMychal ha difeso molto bene anche su Jokic, offrendo una difesa fisica ma abbastanza mobile da poter inseguire il centro serbo sul perimetro. Probabilmente vedremo più minuti per Green da 5 a partire da gara 3.

 

TORONTO RAPTORS – BOSTON CELTICS (2-2)

Analisi di Leonardo Spera

Toronto pareggia la serie al termine di una gara combattuta, anche se decisamente meno spumeggiante delle due precedenti.

Una cosa che salta immediatamente all’occhio guardando la gara è come i Raptors siano stati fin da subito molto più aggressivi degli avversari a rimbalzo in attacco e attivi sulle palle vaganti; il grande divario alla voce dei punti su secondo tentativo (24-12 in favore dei canadesi) ne è la dimostrazione. Molto spesso si sono viste azioni in cui i giocatori dei Celtics restavano fermi a guardare la palla dopo il tiro avversario, senza fare taglia-fuori e di conseguenza regalando possessi extra a Lowry e soci.

 

 

Altro aspetto determinante per l’andamento della partita è stata la brutta prestazione offensiva di Boston, soprattutto dall’arco (20% da tre punti); essendo Toronto la squadra che concede più corner 3s in tutta la lega, è facile capire quanto sia fondamentale sfruttare tale scelta a proprio vantaggio. Boston, invece, ha tirato 3/12 dagli angoli e in generale 3/10 sulle triple wide open in ogni zona del campo, non riuscendo a capitalizzare molte buone occasioni.

 

 

La poco brillante prestazione offensiva dei Celtics è da imputare anche alle difficoltà di Kemba e Tatum. Le due principali bocche da fuoco di Stevens hanno infatti faticato non poco a trovare buoni tiri contro la difesa di Toronto; in particolare il prodotto di UCONN si è preso solo 9 tiri totali e ha tirato con un pessimo 1/6 dalla distanza. Lo stesso Kemba nel post-partita ha ammesso di essere stato poco aggressivo, e ha sottolineato come il suo apporto offensivo sia fondamentale per i successi della sua squadra.

Anche Jayson Tatum ha faticato in attacco (1/6 dalla lunga distanza) ma in un paio di occasioni ha dato prova di un miglioramento nella visione di gioco e nelle letture, servendo i compagni quando la difesa di Toronto collassava sulle sue penetrazioni o cercava di intrappolarlo sul perimetro.

 

 

Un altro dato che indica il buon lavoro fatto dalla difesa di Nick Nurse sono le palle perse. Nonostante i numeri non siano strabilianti (12 a 14 in favore di Toronto), questa è stata la quarta partita su altrettante occasioni in cui i Raptors hanno rubato più palloni di quanti ne abbiano persi. I canadesi sono una delle migliori squadre della lega nel creare turnovers e riescono a insidiare i portatori di palla di Boston o a indurli in infrazioni di passi o falli in attacco.

 

Le tante palle perse hanno permesso ai Raptors, che hanno nei contropiedi il loro punto di forza offensivo, di attaccare in situazioni dinamiche di transizione e semitransizione in cui i vari Lowry, VanVleet e Siakam possono esprimersi al meglio.

 

Un aspetto interessante della gara, e della serie, è il modo in cui i Celtics stanno difendendo sui pick&pop avversari. Sembra che finora il gameplan di Stevens sia stato quello di sfidare al tiro, o quantomeno di moderare l’aggressività nei closeout, i lunghi della compagine canadese. Questa scelta è andata a favore di Serge Ibaka, che ha chiuso la gara con un perfetto 4/4 dalla lunga distanza. Il lungo congolese, che sta tirando con un fantastico 54% da tre punti in postseason, ha punito le scelte e le disattenzioni dei biancoverdi come mostrato nelle seguenti occasioni.

 

 

È lecito aspettarsi che, vista la propensione al tiro dei lunghi di Toronto, Brad Stevens riconsideri la sua tattica e dica ai suoi giocatori di aumentare l’aggressività nella difesa sui pick&roll.

In conclusione, i Celtics sono sembrati ancora un po’ scossi dalla sconfitta allo scadere subita in gara 3 e hanno forse sofferto la maggiore esperienza dei canadesi. Toronto è sicuramente rinvigorita dall’aver portato la serie in parità dopo le due brutte sconfitte di gara 1 e 2, ed ora cercherà di far valere la propria intelligenza e fisicità nei restanti incontri.

Senza dubbio la serie al meglio delle tre partite che ci aspetta tra queste due squadre si preannuncia ricca di emozioni.

La Redazione

La redazione è un mostro a più teste e con un numero ancora maggiore di mani. E come nel significato più letterale, del latino monstrum, è una "cosa straordinaria".

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