Spunti tattici dalla bolla di Orlando, parte 2

 Spunti tattici dalla bolla di Orlando, parte 2

Copertina a cura di Marco D’Amato

Benvenuti a questo secondo episodio, che va a coincidere con la fine del primo turno e l’inizio delle Semifinali di Conference.

Mentre scrivo, le Gara 7 tra Utah-Denver e OKC-Houston sono all’orizzonte ed i favoriti Bucks e Raptors hanno già perso Gara 1.

Ma bando alle ciance e andiamo ad analizzare gli spunti tattici ed i trends che più mi hanno colpito nelle ultime gare.

ANTHONY DAVIS ED IL GIOCO DALLA MEDIA.

AD è stato semplicemente illegale nella serie appena conclusa con i sempre infortunati e sfortunati Blazers.

In cinque gare possiamo notare delle statistiche degne di un MVP: in 32.6 minuti l’ex NOLA ha fatto segnare un 119.4 di Off.reting, un 96.9 di Def.rating, un Usage del 29.0% con 29.8 punti a partita, 9.4 rimbalzi, 4.2 assist col 57.3% dal campo ed il 38.9% da oltre l’arco (according to stats.nba.com).

Andando un pò più in profondità con l’analisi, supportati anche da alcune clip, notiamo che il 35% delle conclusioni di Davis sono state prese da quel range di tiro definito “medium range” (tra 17′ e prima del tiro da 3), con una realizzazione del 78%, che colloca Davis al 100° percentile in questa post season, davanti a Paul, Kemba e Murray (according to Synergy Sports).

 

Da questa clip notiamo che il midrange game di Davis è semplicemente infinito: dal palleggio, in step back, jab step, con un uso magistrale del corpo e delle spalle ed una visione di gioco che rende difficile gli aiuti e gli stunt.

Questi Playoff stanno incoronando Davis come nuovo King del Midrange.

 

DALLAS MAVERICKS VS LOS ANGELES CLIPPERS: GAME 6

Mavs-Clips è stata una delle serie più seguite e chiacchierate di questo primo turno, vuoi per l’incredibile talento di Doncic, per le problematiche di Paul George, Leonard sempre decisivo, Porzingis infortunato e Morris che fa il Morris dividendo gli spettatori tra giustizialisti e moralizzatori.

Per gli amanti della tattica, sopratutto difensiva, Gara 6 è stata probabilmente come mangiare all’ “Osteria Francescana” per chi ama la cucina nostrana di alto, altissimo livello.

Coach Carlisle, che si è dovuto reinventare con l’infortunio di Porzingis, ha deciso di schierare una zona 2-3 per rallentare e tentare di rimontare Los Angeles, con un parziale di 8-0 in apertura dell’ultimo quarto. Tutto questo prima che Leonard si svegliasse e decidesse lui la gara.

Nella clip possiamo notare come la linea frontale, spesso formata dai piccoli Curry e Burke, abbia avuto anche il compito di raddoppiare l’MVP delle ultime Finals che però, conscio del suo strapotere fisico e tecnico, spesso ha dovuto solamente pazientare prima di trovare il momento adatto per attaccare in single coverage Curry, andando a canestro o con il suo midrange game.

 

Per i Clippers l’obbiettivo era chiaro sin dal fischio iniziale della palla 2, o forse anche prima di Gara 1: stancare Doncic e levargli quella dannata palla dalle mani.

Detto fatto e Coach Rivers, dai primi minuti del primo quarto, ha dato vita ad un mini clinic difensivo sulle diverse coperte possibili del pick’n roll.

 

Rivers ha esplorato due tipi di soluzione, come detto, a seconda di chi fosse il difensore del bloccante di Doncic.

Nel caso in cui il bloccante/rollante fosse stato un lungo, marcato quindi da Zubac o da Harrell, il piano difensivo era raddoppiare anche fino a centrocampo il talento sloveno e costringerlo a passar palla, avendo poi gli altri 3 difensori in una sorta di difesa a zona a triangolo, in grado di marcare 3vs4 gli altri Clips.

Nel caso invece di un blocco piccolo per piccolo, portato nella clip da Hardaway Jr., il piano tattico prevedeva uno Shaw forte o Hard Hedge, per poi andare a recuperare. Nella clip notiamo un doppio hard hedge di Jackson vanificato dal passaggio dietro di uno “svogliato” Leonard, risultato: tripla di Doncic.

Ad onor di cronaca, verso l’ultimo quarto Rivers è passato ad una difesa più conservativa e forse più adatta ad uno straordinario difensore in drop coverage come Zubac.

Ma a proposito di drop coverage

 

LA BATTAGLIA DELLA DROP COVERAGE TRA JOKIC E GOBERT:

Prima di analizzare tramite clips questa mirabolante sfida, spieghiamo ai neofiti, cos’è la drop coverage: semplicemente una delle possibili difese su pick’n roll dove il difensore del bloccante contiene il palleggiatore mentre il difensore del palleggiatore passa sopra al blocco, negando il passaggio al bloccante mentre recupera.

Ma vi lascio una più completa analisi con il video di Basketball Immersion:

Detto questo, premetto di non essere un super fan della drop coverage, però ovviamente ha il suo senso e può portare a dei risultati efficaci se eseguita a dovere.

Il problema nella serie tra Denver e Utah è che da una parte sia Murray che Mitchell stanno segnando tutto, sempre e da qualsiasi posizione, e dall’altra hai due difensori che per limiti fisici o tecnici non stanno eseguendo al massimo, soprattutto Jokic.

Ma andiamo ad analizzare con le consuete clip:

 

Come possiamo vedere il problema con Jokic è che è oggettivamente un difensore sotto la media, sia per qualità fisiche che probabilmente tecnico-tattiche. Troppe volte ha una postura non adatta e lascia troppo spazio tra lui e l’attaccante. A parte la seconda azione, difesa a dovere poichè concede il tempo e lo spazio necessario al difensore di Mitchell di recuperare non concedendo nulla a Mitchell per poter creare, in tutte le altre azioni possiamo notare lo spazio che viene lasciato all’attaccante: nell’ultima azione, sul pick’n’roll laterale Conley-Gobert, lui è addirittura sulla linea del tiro libero con il risultato che Conley può agevolmente tirare da 3 e segnare.

C’è da sottolineare inoltre come l’attacco di Utah cerchi sempre di far muovere Jokic da un lato all’altro del campo prima di attaccarlo in pick’n roll, mostrando tutte le sue lacune anche a livello di concentrazione.

Gobert dal canto suo ha una struttura fisica e atletica forse migliore, che lo avvantaggia ma solo leggermente come stiamo per vedere:

 

Come abbiamo visto, anche Gobert è vittima di amnesie difensive che però riesce, quando vuole, a sopperire grazie ai mezzi atletici e alle lunghe braccia che gli permettono di scivolare più efficacemente e di contrastare tiri in maniera più efficace rispetto al pari ruolo serbo.

Se riuscisse a migliorare la postura e la lettura dello spazio in situazioni di pick’n roll, non lasciando al portatore di palla troppo spazio per ragionare e attaccare, sicuramente Gobert potrebbe essere molto più incisivo in situazioni di drop coverage. Nella clip infatti notiamo come lasci a Monte Morris praticamente tutto il lato destro del campo per attaccare, rimanendo a guardare: che si tratti di una scelta tattica?

Non ci è dato saperlo, visto che comunque avviene la stessa cosa quando è il ben più pericoloso Murray ad essere coinvolto.

E voi cosa ne pensate della drop coverage e di come la stanno interpretando Gobert e Jokic? A gara 7 l’ardua sentenza e al prossimo episodio di spunti tattici.

Roberto Fois

Romano, classe'91, trapiantato in Inghilterra, quando gioca ad ogni tiro si sente una voce misteriosa urlare "Ti infilo!". Quando invece non gioca o allena, lo potete trovare al pub mentre legge Michael Connelly sorseggiando un buon gin 'n tonic. Scrive su The Shot per potersi permettere una roulotte rosa per 'ma.

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