Per il Khimki è l’anno della consacrazione?

 Per il Khimki è l’anno della consacrazione?

Grafica a cura di Francesco Ricciardi

Stiamo tornando alla normalità, ci stiamo provando e così come noi proviamo a riprendere le fila di una vita “interrotta” per 4-5 mesi, così le squadre Europee, blasonate o meno, stanno provando a sistemare i roster per quella che sarà sicuramente una stagione difficile un po’ per tutti.

Le corazzate dell’Eurolega stanno già prendendo forma: Datome è andato a Milano, Shengelia al CSKA, Pangos allo Zenit; il Barcellona ha firmato Calathes e Jasikevicius liberando Tomic; Obradovic lascia il Fenerbache che prende Kokoskov come sostituto e, per finire, Derrick Williams va al Valencia e Trinchieri al Bayern.

Insomma: un vero e proprio cataclisma che getterà scompiglio negli ormai assodati e troppo prevedibili ranking pre-stagionali d’Eurolega.

In un cataclisma generale l’unica costante non poteva non essere che questa: Shved, dopo essere stato un chiacchieratissimo Free Agent (con sirene NBA e Cinesi a fare da musica di sottofondo) rimarrà al Khimki. Lo Zar rimane sul suo trono.

 

I dubbi del Khimki

Shved ha deciso di ritornare dove forse è più logico che sia, ovvero nella sua squadra, quella che pre Covid era prima in VTB League ( 18-1) ed in corsa per i PO in Eurolega. Il Khimki era infatti settimo con 13 vinte e 15 perse ma la classifica era cortissima: la lotta playoff vedeva ben sette squadre ad una sola vittoria di distanza, dal settimo posto dei russi fino al tredicesimo occupato dal Baskonia.

La domanda che si pongono gli addetti ai lavori ad oggi è: sarà in grado Shved a 31 anni, a portare il Khimki tra le grandi d’Europa?

Dal punto di vista del mercato, per ora la corazzata russa non è al centro di grandi movimenti, se non la riconferma di Booker per 1 anno, per altro unico americano a roster ad oggi.

Gli altri USA hanno il futuro incerto, con Gill probabile partente ed Evans ancora incerto dopo l’infortunio.

Le certezze per ora vengono da un roster molto competitivo, costruito unicamente per valorizzare Shved e limarne i difetti.

Ma cosa dobbiamo salvare della scorsa stagione? Cosa può darci indicazioni per il Khimki 2020-2021?

Ovviamente si riparte dallo stesso Shved, e dal suo palmares post NBA: Eurocup , Eurocup first team e Euro Cup MVP, Alphonso Ford Trophy, All-Euroleague 2nd Team, 2 volte MVP della VTB.

Il periodo Post NBA di Shved è stato fondamentale per capirne il ruolo, vero e proprio misunderstanding delle sue stagioni americane.

Shved infatti non è una guardia tiratrice, come volevano farci credere a Minnesota, Houston o Phila. L’ex CSKA è un prime creator, a cui non va affiancato per forza un play, bensì qualcuno che apra il campo, che renda più arduo il lavoro della difesa in aiuto.

Da qui la presenza di giocatori come: Monya, Karasev, Kramer, Bertans, Zajcev ed in parte Jovic, quest’ultimo più play che guardia.

La capacità di leggere le difese e manipolarle è stata da sempre una delle grandi doti di Shved, che troppo spesso è stato descritto semplicemente come un puro scorer. La stagione appena conclusa è stata forse la migliore per maturità e credibilità a livello di playmaking, come le cifre stanno a testimoniare .

In VTB infatti, oltre a guidare la lega per punti (22.4), efficency (24.2) , tiri da 3 messi a segno a partita (3.3) ,percentuale ai liberi (91.9%) e tiri liberi segnati a partita (7), è risultato essere il miglior assist man a quota 9.2.

Cifre però in calo in Eurolega, dove ha viaggiato a 21.4 punti, 47.3% dal campo, 32.9% da 3 con 6.2 assist.

Quello che è palese è la capacità di Shved di trovare con estrema facilità, sopratutto in situazioni di Spread Pick’n Roll, sia il rollante che i tiratori, e poco importa che sia un rollante atletico alla Evans o uno più tecnico alla Timma.

Un’altra dote incredibile dell’ex CSKA è l’abilità di decidere in aria cosa fare: nonostante non sia un super atleta, Shved è in grado di cambiare decisione all’ultimo secondo, grazie anche ad un notevole tocco al ferro e ad un’ottima visione di gioco, come dimostra l’ultima clip del video sottostante.

 

Come detto, però, ad oggi mancano almeno altri 2 americani, probabilmente entrambi lunghi, atletici ed in grado di ricoprire due se non addirittura tre ruoli.

Ad oggi, infatti, sotto canestro il Khimki si presenta con i soli Jerebko, Booker, Timma ed il sempre infortunato Mozgov, out per 4 mesi.

Il probabile lungo sarà un giocatore atletico, un Jeremy Evans con più volume shooter da 3 se si vuol fare un passettino in avanti, ma con stessa verticalità e velocità nel rollare.

I probabili candidati sono ancora misteriosi in pieno “stile russo” ma non meravigliatevi di una riconferma dello stesso Evans o del ritorno di Thomas Robinson.

 

Il giocatore che verrà firmato dovrà avere qualità fisiche e tecniche che combacino alla perfezione sia con esterni come Shved e Jovic, sia con lunghi polivalenti e tiratori come Timma e Jerebko.

Ed è proprio nella posizione di lungo tiratore che girerà o meno la chiave offensiva del Khimki 2020-2021, in quanto arma tattica non solo per aprire il campo all’Evans di turno ma anche per punire eventuali aiuti sul solito Shved.

 

Incognita importante nel futuro del Khimki è la gestione del probabile addio di Gill, dato molto vicino al Valencia.

L’ex giocatore di Virginia è infatti stato il vero e proprio all collante per Coach Kurtinaitis: 11.8 pt, 63.5% da 2, 47.8% da 3 con 4.5 rimbalzi nella campagna Europea del Khimki.

 

L’importanza di Shved

Ma chi realmente deciderà il destino del Khimki è il talento, perchè come disse Anton Cechov: “ll talento è l’audacia, lo spirito libero, le idee ampie”. E sarà il talento a portare avanti il Khimki, il talento dell’uomo con la maglia numero 1.

Un giocatore in grado di di exploit come quello contro lo Zenit:

Ma Shved è un giocatore nella metà campo offensiva ed un altro nella metà campo difensiva, come sanno tutti i muri della Mytisci Arena. Problemi difensivi che si materializzano specialmente nelle situazioni di Pick’n Roll .

 

Problemi dovuti sia ad un atteggiamento fin troppo rilassato e superficiale, sia per problemi di postura: sedere mai realmente basso e gambe fin troppo poco reattive, come a dire “difendete voi che poi di là ci penso io”.

E quindi cosa aspettarsi dal Khimki? Sapranno tramutare i successi e la costanza mostrata in VTB anche in Eurolega, o assisteremo all’ennesima stagione da mine vaganti con tanto fumo e poco arrosto? Shved farà il passo decisivo verso la consacrazione totale, guidando i compagni su entrambi i lati del campo?

Domande a cui ora possiamo rispondere solo usando molta fantasia, quel che è certo è che ci si divertirà con Shved&Co.

 

Roberto Fois

Romano, classe'91, trapiantato in Inghilterra, quando gioca ad ogni tiro si sente una voce misteriosa urlare "Ti infilo!". Quando invece non gioca o allena, lo potete trovare al pub mentre legge Michael Connelly sorseggiando un buon gin 'n tonic. Scrive su The Shot per potersi permettere una roulotte rosa per 'ma.

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