La stagione 2019/20 dell’Happy Casa Brindisi

 La stagione 2019/20 dell’Happy Casa Brindisi

Grafica a cura di Sebastiano Barban

Adrian Banks è un nuovo giocatore della Pompea Fortitudo Bologna. È la fine di una storia d’amore durata due anni, una partenza quasi annunciata ma che lascia comunque l’ amaro in bocca ai tifosi pugliesi.

Con il reparto americani ridotto a Thompson, che ha già rinnovato per un anno, andiamo a dare un’ occhiata all’ ultima stagione dell’Happy Casa Brindisi che, con l’interruzione causata dalla tristemente nota pandemia globale, diventa uno dei più grandi What if della storia pugliese.

 

Il mercato brindisino: obiettivi e previsioni

Il mercato in vista della stagione 2019/20 per la compagine sotto il comando di Frank Vitucci inizia con il rinnovo di John Brown III, che insieme ad Alessandro Zanelli ed Adrian Banks forma il solido nucleo su cui costruire il roster per la stagione successiva.

Il 21 giugno 2019 arriva la prima mossa di mercato importante per i pugliesi, che si assicurano le prestazioni di Kelvin Martin, ala piccola in uscita dalla Virtus Bologna. Durante il mese di luglio arrivano poi le firme di Tyler Stone e Darius Thompson, a chiudere un reparto americani che occuperà tutto il quintetto titolare.

L’obbiettivo, secondo le parole del direttore sportivo Simone Gioffrè, è la salvezza. Pur apprezzando il nucleo di americani, le previsioni vedono una Brindisi troppo corta, con una panchina tutta italiana che non convince molti addetti ai lavori, e l’ impegno in Champions League che getta ombre sulla tenuta fisica del gruppo capitanato da Adrian Banks.

Ricordiamo inoltre che proprio il nativo di Memphis nel corso della stagione avrebbe spento 34 candeline: dovendo essere la prima opzione offensiva della compagine di Vitucci, i dubbi erano più che legittimi.

 

La stagione

Se il buongiorno si vede dal mattino, l’Happy Casa Brindisi avrebbe dovuto iniziare il processo di ammissione al campionato di A2 già prima dell’ inizio della stagione 2019/20. Il 13 settembre infatti Tyler Stone rimedia un trauma distorsivo durante un’ amichevole che lo terrà fermo per più di 20 giorni.

L’Happy Casa inizia il campionato con la sconfitta per 69-64 contro Cantù, a cui faranno però seguito ben 4 vittorie in fila, una striscia positiva all’ interno della quale si impongono anche su squadre con obiettivi ben più ambiziosi come Milano e Brescia.

Proprio contro la Leonessa, Adrian Banks ci dà la prima dimostrazione di ciò che ci avrebbe aspettato nel corso della stagione, mettendo a segno 31 punti con 5 rimbalzi, 6 assist e ben 11 falli subiti, il tutto con un 5/7 da dietro l’ arco e 7/11 totale. Due settimane dopo toccherà alla VL Pesaro l’arduo compito di arginare l’uragano Banks, che piazza la prima (e unica) doppia-doppia della sua stagione, con 18 punti e 10 assist. Non a caso il leader per punti della serata sarà John Brown, che rifilerà agli avversari ben 32 punti.

Dopo 10 giornate i pugliesi occupano la seconda posizione in classifica, con un record di 7-2, dando già i primi indizi di una stagione in cui l’obbiettivo salvezza sembra alquanto restrittivo.

Il 4 dicembre, durante un tiratissimo match di Champions League a Saragoza, Kelvin Martin rimane vittima di un infortunio che lo costringerà ai box per ben 40 giorni, obbligando coach Vitucci a correre ai ripari.

È così che inizia l’avventura pugliese di Dominique Sutton, con la New Basket che decide di passare ufficialmente al 6+6.

Sutton è un giocatore decisamente simile all’infortunato Martin, infatti la squadra non risente molto dell’assenza del classe ’89 e riesce a sfruttare al meglio il nuovo arrivato. Alla 17esima giornata il 2 sfoggia la miglior prestazione stagionale, sfiorando la doppia-doppia con 15 punti e 9 rimbalzi, mostrandosi, soprattutto durante il terzo quarto, l’ unico uomo al comando e vero trascinatore della second unit, nonostante la sconfitta rimediata contro la Vanoli Cremona.

Al rientro di Martin l’equilibro della squadra sembra vacillare, ma l’ Happy Casa riesce a non perdere troppe partite e presto troverà la quadratura del cerchio, tanto da arrivare alla Coppa Italia di Pesaro in forma smagliante.

Brindisi infatti si impone al primo turno sulla Dinamo Sassari di coach Pozzecco, trascinata da 38 punti dell’ immancabile Banks. In semifinale la compagine di coach Vitucci fa letteralmente ciò che vuole di una Fortitudo Bologna mai veramente in partita. Durante il match contro Aradori ed i suoi, Brown decide di farsi perdonare il quarto di finale sottotono, regalando forse le migliori giocate della competizione.

 

Durante la finale l’ Happy Casa si trova davanti una Venezia rinata che, pur non riuscendo mai a staccare del tutto la compagine pugliese, risulta sempre in possesso delle redini del match, che si conclude con la vittoria dei ragazzi di coach De Raffaele.

 

Tiriamo le somme

Come va valutata quindi la stagione della New Basket Brindisi?

Sicuramente gli obiettivi di inizio stagione si sono rivelati fin troppo modesti, infatti al momento dell’ interruzione l‘ Happy Casa occupava la quinta posizione in campionato, ad una sola gara di distanza dal terzo posto, a cui va aggiunto il già citato secondo posto delle Final Eight.

I motivi di questo rendimento inaspettato della squadra guidata da Adrian Banks sono molteplici.

Innanzitutto il reparto italiani ha performato molto sopra le aspettative, con Zanelli che si è dimostrato un giocatore maturo, in grado di capitanare a dovere la second unit, sia a livello tecnico che sul piano umano. Buonissima anche la stagione di Luca Campogrande, che ha capito il suo ruolo e ci si è immerso, non peccando mai di presunzione ma prendendosi le proprie responsabilità quando serviva.

Non si può poi non citare la stagione pazzesca di Adrian Banks, che alla veneranda età di 34 anni ci delizia con un’ annata fuori da ogni logica, dove a tratti è sembrato inumano. Chiude il campionato con 21.2 punti di media, 4.5 assist e 3.6 rimbalzi, con il 41.4 % da dietro l’ arco e il 50% da 2, semplicemente le cifre dell’ MVP della stagione.

 

Se a tutto ciò si aggiunge la chimica che si è creata nel reparto americani nel corso del campionato si ottiene il cocktail esplosivo che ha fatto sì che Brindisi giocasse un stagione del genere.

L’eliminazione già alle fasi a gironi in Champions League, chiudendo oltretutto all’ ultimo posto del girone D, mostra però tutti i limiti della squadra messa in piedi nel corso dell’ estate: una panchina troppo corta e troppo inesperta per la competizione europea, che non riusciva a dare il cambio ad un quintetto titolare che forse a volte è sembrato troppo stanco, visti anche i diversi problemi fisici che l’ Happy Casa ha dovuto affrontare nel corso della stagione.

La compagine pugliese non ha mai convinto a pieno durante l’avventura europea, mostrandosi a tratti in balia delle squadre avversarie. Indubbiamente può aver pesato la mancanza di un leader carismatico come Kelvin Martin proprio quando il girone entrava nel vivo, ma sarebbe restrittivo ricondurre tutto a questo fatto. Inoltre va segnalata una stagione particolarmente problematica per Tyler Stone, che a tratti è sembrato fuori dal gioco brindisino, anche se chiuderà la Champions League con 17.1 punti di media e 7.4 rimbalzi in 30.3 minuti di utilizzo.

In conclusione: la sensazione che si ha in quel di Brindisi è di una stagione che poteva regalare diverse soddisfazioni a Vitucci e i suoi, magari non uno scudetto ma la cavalcata all’interno dei playoff sarebbe stata intensa e avrebbe potuto dare vanto al roster pugliese, visto che l’Happy Casa non è mai riuscita a superare i quarti di finale.

Purtroppo la pandemia ha interrotto anche questo sogno, e lo smantellamento pressocchè totale del roster ha annullato ogni possibilità di riviverlo. A Brindisi non resta che guardare al futuro, ma con la consapevolezza di una bellissima stagione mai conclusa, come un blackout durante un buzzerbeater.

Thomas Marzioni

Studio musica e suono la chitarra in un gruppo. Oltre questo mi improvviso scrittore per The Shot, parlando dell' altra mia grande passione, il basket.

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