Spazio Draft 2020: Anthony Edwards

 Spazio Draft 2020: Anthony Edwards

Copertina a cura di Alessandro Cardona

Continuiamo la nostra serie sui migliori prospetti della classe draft 2020 con la nona – nonché penultima – puntata, dedicata ad Anthony Edwards.

Anthony Edwards, soprannominato Ant-Man, è uno dei prospetti più giovani della classe (inizialmente avrebbe dovuto far parte della classe draft 2021 ma si riclassificò per il 2020): ha ricoperto il ruolo di shooting guard a Georgia ed è considerato il recruit più entusiasmante della scuola dai tempi di Dominique Wilikins.

Con i suoi 196 cm per oltre 100 kg di peso e un passato da footballer (sport in cui era un ottimo prospetto in Georgia prima dell’high school), è caratterizzato da un profilo fisico-atletico impressionate che, unito ad una tecnica altrettanto degna di nota, lo ha reso secondo molti il miglior prospetto della classe e il giocatore più quotato ad essere chiamato con la prima scelta nel draft 2020.

Edwards si è trovato a giocare in una squadra qualitativamente non è eccelsa: l’usage rate elevatissimo non lo ha di certo aiutato, considerando il suo stile di gioco e le sue tendenze. Però, pur avendo disputato una stagione fatta di alti e bassi, i flash del suo potenziale sono troppo importanti per essere ignorati…in questo articolo cercheremo di analizzarli e vederli nello specifico.

Edwards è prima di tutto uno scorer ed è dotato di un bagaglio offensivo impressionante. La varietà di modi in cui può crearsi un tiro è straordinaria per la sua età. Un mix del genere a livello di footwork, pull up shooting, età e stazza si è visto raramente a livello collegiale.

 

Già prima del college aveva dimostrato queste sue capacità di creazione personale, riuscendo a tirare dal palleggio con la stessa efficacia andando alla sua destra o andando a sinistra. Non una cosa scontata per un ragazzo così giovane

 

Edwards ha poi ampiamente confermato queste capacità al college, rifinendo ulteriormente il footwork e la meccanica. Questa sua capacità lo rende uno scorer versatile: una difesa non potrà semplicemente spingerlo verso la sua mano debole per limitarlo.

 

Inoltre, un’altra parte importante del suo repertorio offensivo è la sua capacità di creare separazione. Edwards, infatti, è capace di fermarsi in pochi centimetri, riuscendo a generare molto spazio tra sé e il suo difensore e avendo così tempo e spazio per tirare comodamente

 

A questa semplice dimensione spaziale, vanno ad aggiungersi tutta una serie di movimenti che Edwards utilizza abitualmente come i fadeaway, gli stepback, i crossover e le pump fakes. Nel suo caso non sono finezze inutili e scenografiche, sono vere e proprie armi per crearsi un tiro.

 

La meccanica è buona e fluida e il punto di rilascio molto alto lo rende estremamente difficile da stoppare: infatti, una sola sua tripla è stata stoppata in stagione. Edwards ha tirato da 3 con un pessimo 29.4% in stagione su oltre 8.1 tentativi a partita, a causa soprattutto di una brutta selezione di tiri e di un volume esagerato, ma il volume stesso, l’ottimo tocco dal midrange e al ferro e la buona percentuale ai liberi (77.2%) lasciano ben sperare per il futuro.

 

I problemi di efficienza, quindi, sono frutto del contesto e delle sue scelte di tiro. Troppo spesso sembra decidere in anticipo cosa farà, non raccogliendo quello che gli viene lasciato dalla difesa e prendendosi tiri difficili. Inoltre, troppo spesso si accontenta di conclusioni complicate dal midrange o nel pitturato invece che finire al ferro, zona in cui dovrebbe dominare viste le sue caratteristiche fisiche.

 

Molto importante per la sua proiezione NBA è il potenziale lontano dalla palla. Pur avendo giocato prevalentemente con la palla in mano, Edwards ha comunque dimostrato di essere un buon tagliante, molto bravo nell’utilizzare la sua esplosività e i cambi di direzione per crearsi spazio lontano dalla palla. Questo sua dimensione potrebbe essere fondamentale per poterlo inserire accanto ad altre stelle.

 

Oltre a ciò, ha mostrato di poter essere utile anche come tiratore in spot up e quindi potenzialmente non battezzabile.

 

Edwards è un buon finisher al ferro e dovrebbe sfruttare di più queste situazioni di gioco. Questo è possibile, innanzitutto, grazie ad un’accelerazione e ad un’esplosività non indifferenti, a cui Edwards aggiunge anche un buon tocco.

 

In questo possesso, Edwards mostra il suo potenziale in transizione: cambio di passo, aiuto evitato ed ottimo controllo del corpo nel traffico.

 

Edwards non è stato un gran passatore a Georgia (anche se è migliorato durante la stagione) ed è troppo concentrato sul suo scoring, anche se, in uscita dall’high school, aveva mostrato una maggior qualità come passatore, realizzando non solo letture e passaggi basici, ma anche passaggi complicati direttamente dal palleggio:

 

A livello collegiale, oltre a letture basiche nel Pick&Roll, AntMan è stato soprattutto un assistman in situazioni di transizione e semitransizione, in cui sfruttava i maggior spazi concessi dalla difesa.

 

Al livello superiore sarà importante che impari a sfruttare la sua gravity per servire i compagni, come in questo particolare possesso:

 

Il profilo difensivo è sicuramente il più preoccupante. Per prima cosa, oltre ad un QI difensivo non eccelso, Edwards è molto pigro. Questi due possessi consecutivi sono emblematici: compie lo stesso errore due volte, non comprende esattamente cosa succede, non cambia e non tenta nemmeno di recuperare sull’uomo. In questo caso è chiaro come fosse completamente fuori dalla gara mentalmente.

 

Anche se non è rifinito tecnicamente, Edwards ha i mezzi fisici e atletici per essere un buon difensore sulla palla. Quando è concentrato, sa muovere bene i piedi lateralmente ed utilizzare efficacemente le lunghezze, realizzando anche ottime sequenze difensive su giocatori di un certo livello, come in questo caso contro Cassius Winston, prospetto NBA in uscita da Michigan State.

 

Ma anche qui spesso i risultati sono pessimi, a causa della pigrizia e della scarsa concentrazione, facendosi trovare spesso impreparato, non pronto a muoversi lateralmente e costantemente alla ricerca della palla.

 

Alcuni buoni istinti e le mani veloci sulle linee di passaggio gli permettono di rubare palloni con buona frequenza, tendenza testimoniata anche dalla sua buona steal percentage di 2.3

 

Edwards è particolarmente carente a livello di difesa di squadra e si trova spesso a gironzolare per il campo inconsapevole del proprio ruolo. Scarsa consapevolezza, pigrizia, letture non rapidissime o sbagliate: il quadro è abbastanza preoccupante.

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Concludiamo, infine, con una sequenza notevole per un futuro giocatore NBA: nella prossima clip difende bene con impegno sulla palla e in transizione segna la tripla dal palleggio, nonostante una scelta di tiro non ottimale.

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Da questa analisi si capisce come Edwards abbia un grande potenziale dato dal mix tecnico-fisico particolarmente impressionante e dalla capacità di poter potenzialmente giocare sia sulla palla che lontano da quest’ultima. Però, è anche facile intuire come, in un contesto sbagliato, potrebbe mantenere le cattive abitudini e diventare un giocatore addirittura dannoso.


VERSIONE VIDEO

Emiliano Naiaretti

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