La Fortitudo è tornata a volare

 La Fortitudo è tornata a volare

Copertina a cura di Francesco Ricciardi

Per la prima volta dal 2008/2009, la serie A1 vede ai nastri di partenza della stagione tre piazze storiche della pallacanestro nostrana, che dopo anni di purgatorio sono riuscite a sfruttare al meglio le chances messe a disposizione dalle tre promozioni dalla A2 per tornare a calcare i prestigiosi parquet su cui hanno costruito le loro fortune.

Per quanto diverse tra loro, le storie di Virtus Roma, Treviso e Fortitudo Bologna hanno molti punti in comune, i loro destini si sono incrociati più volte e le loro tifoserie hanno dovuto soffrire e sostenere la loro squadra in situazioni che sembravano senza via di uscita, fino al lieto fine per tutte e tre.

Sarebbe infatti impossibile e riduttivo raccontare queste stagioni senza assumere il punto di vista dei tifosi, senza considerarne gli stati d’animo e senza parlare dei giocatori che le hanno segnate nel bene e nel male: il doppio filo che lega le squadre alla propria gente è forse proprio ciò che rende queste storie degne di essere raccontate.

Siamo arrivati all’ultima puntata del nostro viaggio volto a ripercorrere la risalita in serie A delle tre squadre in questione: dopo aver parlato di Virtus Roma e del Treviso Basket, è arrivata finalmente l’ora della Fortitudo Bologna.

 

Fortitudo Bologna

L’inizio della fine per la Fortitudo Bologna ha luogo il 10 maggio 2009 al PalaScapriano di Teramo, quando l’allora Gmac perde 73-72 una gara dal finale contestato contro i padroni di casa e retrocede in Legadue, nonostante un roster costruito per puntare ai playoff. La Effe però non giocherà mai la serie cadetta, perché in estate arriverà dalla Comtec un’ulteriore mazzata che ne sancirà la doppia retrocessione in B1. 

Il 16 giugno 2010, esattamente cinque anni dopo lo scudetto dell’instant replay, a Forlì è un’altra giocata a fil di sirena a decidere il campionato: il canestro di Matteo Malaventura riporta immediatamente i bolognesi in Legadue.

 

Ancora una volta, però, la società di Gilberto Sacrati non ha le risorse per sostenere il secondo campionato nazionale: nonostante la mobilitazione dei tifosi, che riescono nell’impresa di raccogliere quasi trecentomila euro, deve arrendersi, venendo radiata e sparendo dalla scena cestistica italiana.  

 

Due Fortitudo?

Le tre stagioni successive sono grottesche: fallita la società originale, l’imprenditore Giulio Romagnoli, patron della Pallacanestro Budrio di Serie B, si accorda con la Società Ginnastica Fortitudo per effettuare un “rebranding” ben poco apprezzato dal pubblico.

Al termine della stagione, nell’estate 2011, acquista il titolo di A2 da Ferrara fondando la Biancoblu Basket Bologna, ancora poco seguita dai tifosi. Contemporaneamente Sacrati sfrutta la scissione di marchio e titolo sportivo del Gira Ozzano e fonda la Eagles Basket, che ottiene il supporto della Fossa dei Leoni nonostante la controversa proprietà. Per una stagione e mezzo (fino al fallimento di Eagles nel novembre 2012) ci saranno due società che si fregeranno di essere la continuazione della storica società felsinea, ma nessuna delle due sarà autorizzata ad utilizzare il nome ed il simbolo della Fortitudo.  

L’impasse viene finalmente risolto nell’estate 2013, quando con l’apporto decisivo di tifosi ed imprenditori locali, viene fondata una nuova società, Fortitudo Pallacanestro Bologna 103, che eredita la storia e i trofei della Effe originale.

La squadra composta da giovani, ma anche da giocatori esperti della categoria, viene iscritta in Serie B con l’obiettivo esplicito di raggiungere la promozione in Legadue Silver, ma nonostante alcuni innesti a stagione in corso ed il cambio in panchina, viene eliminata al primo turno dei playoff da Cento sul parquet del Paladozza. 

 

Promozione a tutti i costi

La stagione successiva comincia ancora una volta in un clima di incertezza societaria: si vocifera di trattative per il passaggio della proprietà ad una azienda piemontese e viene anche assunto come allenatore Claudio Vandoni, apprezzato proprio dai possibili nuovi acquirenti, con i quali però salta la trattativa.

Il roster viene completamente rimaneggiato per provare a vincere a tutti i costi il campionato, in modo da garantirsi una “doppia” promozione fino alla A2 per via della riorganizzazione delle serie minori del basket italiano. Rimane solo Sorrentino, affiancato dai grandi ritorni degli ex Lamma e Montano, oltre a giocatori di categoria come Giuliano Samoggia, Andrea Iannilli e Jacopo Valentini.

Questi ultimi tra l’altro accettano di sposare il progetto tecnico senza inizialmente firmare alcun contratto, in quanto la società deve ancora reperire le risorse liquide, lo stesso Iannilli a distanza di qualche anno affiderà a un post su Facebook il racconto della surreale situazione di quella squadra.

I felsinei ancora una volta cambiano radicalmente assetto in corsa, con l’arrivo di Nazzareno Italiano e soprattutto di Marco Carraretto; i cambiamenti non risparmiano neanche la guida tecnica: a febbraio Claudio Vandoni viene esonerato per lasciare spazio al grande colpo Matteo Boniciolli.

La squadra arriva terza nel girone e si qualifica ai playoff, dove vince ogni serie da imbattuta (8-0 complessivo), guadagnandosi l’accesso alle Final Four di Forlì. Il 14 giugno 2015, ancora cinque anni dopo l’ultima volta, la Effe si trova contro un’altra nobile decaduta come la Mens Sana Siena: in un palazzetto occupato quasi per metà dai tifosi bolognesi, che acquistano biglietti dalle altre tifoserie o entrano senza, i biancoblu si impongono con un perentorio 66-42 e tornano finalmente in A2.

 

L’incontenibile gioia dei tifosi per la vittoria su Siena e la promozione, con la festa che prosegue fino a tardi per le strade della città

 

Ritorno in A2: montagne russe e veleni

La gloriosa Effe guidata da Boniciolli si affaccia in A2 nella stagione 2015/2016 con l’obiettivo dichiarato di mantenere la categoria e porre le basi per un ritorno nella massima serie. La squadra gioca una stagione molto particolare in cui rende benissimo tra le mura amiche, subendo invece spesso ribaltoni in trasferta e concludendo col settimo posto in classifica.

La buona stagione disputata da Ed Daniel, Jonte Flowers, Valerio Amoroso e dal giovane esordiente Candi però fa sperare in qualcosa di più, anche se la sfortuna sembra volersi accanire con gli infortuni sulla rosa, tanto da forzare il ritorno al basket giocato del capitano Davide Lamma per sopperire a vari forfait.

Incredibilmente Bologna riesce a ribaltare il fattore campo contro Agropoli, Agrigento (contro la quale però perde per infortunio Flowers) e Treviso, arrivando a giocare un’inaspettata serie finale contro la più quotata Brescia. Il fattore campo viene rispettato per le prime quattro partite, lasciando i giochi aperti in gara 5, dove però la Fortitudo crolla senza appello per 83-59, non riuscendo a portare neanche un giocatore in doppia cifra e dovendo abbandonare il sogno di una seconda promozione consecutiva.

La gara decisiva lascia strascichi di polemiche soprattutto tra Ed Daniel e Boniciolli, per via del rifiuto del coach alla richiesta del suo giocatore di poter passare una serata insieme alla propria fidanzata e a problemi di salute ignorati. Gli attriti diventeranno insanabili, tanto che Daniel racconterà di essere stato liquidato con un messaggio su WhatsApp e parlerà di come anche Carraretto sia stato informato della decisione di non rinnovargli il contratto via telefono. Il lungo comunque esprimerà il desiderio di tornare a vestire la casacca biancoblu, sogno che si realizzerà proprio in occasione del ritorno nella massima serie. 

 

Aria di derby

L’anno successivo comincia coi grandi ritorni di Mancinelli e soprattutto del sentitissimo derby cittadino con la Virtus appena retrocessa dalla massima serie. Grazie al sodalizio col nuovo sponsor Kontatto, la società punta seriamente alla promozione e vince subito la Supercoppa contro Scafati alla Unipol Arena di Bologna.

La squadra sulla carta è molto forte, ma la linea verde con Campogrande, Candi e Ruzzier non paga, anche perché la fondamentale scelta dei due stranieri si rivela rivedibile. Chris Roberts viene tagliato dopo sole 3 partite e la stessa sorte toccherà anche al suo deludente sostituto Nikolic. Per risollevare le sorti di una stagione che non va come sperato, da Reggio Calabria arriva Alex Legion, che rimette in carreggiata la squadra aiutandola a raggiungere il quinto posto in classifica.

 

Un assaggio del clima del derby bolognese giocato alla penultima giornata del campionato, con la coreografia della Fossa dei Leoni riferita allo sponsor dei rivali Segafredo

 

In vista dei playoff giunge un altro rinforzo con l’ingaggio di Daniele Cinciarini e i primi due turni vengono superati agevolmente ancora una volta contro Agrigento e Treviso, ma in semifinale la corsa della Effe si ferma a gara 5 contro la Trieste di Cavaliero e Javonte Green (attualmente ai Boston Celtics).  

 

Candi fa esplodere il PalaDozza decidendo gara 4 delle finali con un canestro incredibile

 

L’anno dei due coach

Per il 2017/2018 la società riparte dalla conferma di coach Boniciolli, oltre che di Mancinelli, Legion e Cinciarini, aggiungendo il talento di casa Chillo e giocatori con esperienza in categoria come Amici e Pini.

Come negli anni precedenti, la stagione prosegue tra alti e bassi, i giocatori non sembrano particolarmente concentrati e il mercato porta in dote dai rivali della Virtus Bologna Guido Rosselli, che dà una scossa alla squadra. Non c’è pace per la Fortitudo: McCamey parte bene, ma si spegne alla distanza, finendo nei playoff per essere panchinato per intere partite; successivamente l’allenatore prende la decisione impopolare di tagliare Legion e sostituirlo con l’inglese Okereafor, ottimo difensore, ma nettamente meno pericoloso in attacco. Gli episodi negativi non finiscono qui: coach Boniciolli si trova a lottare con problemi di salute che lo portano a doversi dimettere a marzo, lasciando la panchina a Gianmarco Pozzecco.

Nonostante tutto, ai playoff la Effe si affaccia da seconda del girone con una sola vittoria di distacco da Trieste e nei primi due turni si libera agevolmente di Agrigento e Verona. In semifinale però arriva una cocentissima delusione per mano di Casale Monferrato, la vera sorpresa del campionato.

Casale vince in volata entrambe le gare in casa, ma in gara 3 Bologna fa valere il fattore campo con un secco 79-45 che sembra riportare i Piemontesi coi piedi per terra, arrivando a gara 4 con premesse ben diverse. Casale riesce però a trovare motivazioni anche grazie alle polemiche contro Belinelli, che in tv si riferisce ai rossoblu come “l’altra squadra” e ammutolisce il Paladozza espugnandolo 67-82, per poi fermarsi in finale contro Trieste. 

 

La Effe torna a volare

Il 2018/2019 è l’anno buono: la squadra viene affidata a coach Antimo Martino, il blocco degli italiani viene riconfermato e in più dai rivali di Treviso arriva il colpo da novanta Fantinelli, tifosissimo della squadra e prodotto delle giovanili. A differenza degli anni precedenti, stavolta non arriva nessuna sorpresa neanche dal fronte stranieri, dove vengono scelti Leunen e Hasbrouck, concludendo un mercato di fatto perfetto.

L’immancabile sorpresa negativa arriva invece nel precampionato e getta pericolose ombre sulla stagione: la società annuncia un importante accordo con lo sponsor Metano Nord raggiunto tramite un presunto intermediario e la sua agenzia, tanto da presentare le maglie da gioco col nuovo logo sopra. A quel punto si scoprirà però che l’accordo è una truffa ai danni della società, che nessun intermediario ha mai avuto il mandato per trattare una sponsorizzazione e il budget di colpo va ridefinito.

Sul campionato non c’è molto da dire: dopo aver vinto la Supercoppa contro Casale Monferrato, in tutto il girone di andata solo Piacenza riesce a portare a casa una insperata vittoria contro la corazzata con l’aquila. In più, per non correre rischi, nel corso della stagione arriva il super colpo Carlos Delfino e la promozione arriva con tre giornate di anticipo. L’unica delusione arriva nella Coppa Italia, dove dopo aver eliminato Roma, la Effe viene sconfitta dagli arcirivali di Treviso, surclassati invece in campionato.  

A fine stagione si disputa poi in un clima di festa la finale contro la Virtus Roma, vincitrice dell’altro girone, per assegnare il titolo di campione della serie A2: l’andata a Roma si conclude sul 77 pari rinviando a Bologna ogni discorso, ai supplementari la Fortitudo riesce a spuntarla per 103-100 vincendo di fatto la serie A2 2018/2019.  

 

Si conclude così un lunghissimo calvario per una squadra che nei decenni è entrata nel cuore degli appassionati per il suo essere un’eterna incompiuta, che ha sempre dato il massimo in campo venendo però poi beffata da squadre più quotate che ne hanno spento i sogni sul più bello. Il suo pubblico si è sempre mostrato incondizionatamente innamorato della Effe, riempiendo completamente il palazzetto ogni volta che è scesa in campo e seguendola anche nelle serie minori con una passione che pochissime squadre possono sognarsi e alla fine ha potuto gioire con lei.

Dopo tanti anni finalmente la serie A può riabbracciare una delle sue più celebri squadre, ma soprattutto dopo più di dieci anni si tornerà a respirare per le strade di Bologna l’atmosfera dei derby nella massima serie, uno spettacolo per tutti gli amanti di questo splendido sport. 

Francesco Cellerino

Tifoso sfegatatissimo della Virtus Roma e dei Bucks per amore di Brandon Jennings (di cui custodisce gelosamente l'autografo), con la pessima abitudine di simpatizzare le squadre più scarse e rimanerci male per le loro sconfitte. Gli amici si chiedono da anni se sia masochista o se semplicemente porti una sfiga tremenda...

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