Il curioso caso di Markelle Fultz

 Il curioso caso di Markelle Fultz

Copertina a cura di Edoardo Celli

Sono passati ormai tre anni da quando, durante la stagione NCAA 2016-2017, gli occhi di tutti gli esperti e gli appassionati NBA erano puntati su una giovane point guard dei Washington Huskies, il numero 20 Markelle Fultz.

Gli Huskies, privi ormai del giovane Dejounte Murray che si sarebbe infatti candidato nell’imminente Draft del 2016, decisero di puntare tutto su questo freshman proveniente dal Maryland e la loro fiducia sarà ripagata da una delle migliori stagioni per un giocatore del primo anno nell’intera storia della Pac-12: Markelle chiuderà, infatti, la sua avventura al college con 23.2 punti, 5.9 assist e 5.7 rimbalzi di media, tirando con il 47% dal campo, un ottimo 41% da 3 ed un preoccupante 65% ai tiri liberi.

Ma questo è solo l’inizio: dalla fine della sua carriera al college, la sua vita non sarà mai più la stessa.

Gli avvenimenti del Draft 2017

Era il 3 aprile quando si concluse definitivamente la stagione NCAA, che vide North Carolina vincere il titolo a discapito di Gonzaga. Proprio negli stessi giorni anche la Regular Season NBA si avvia alla conclusione, con la maggior parte delle squadre impegnate nella lotta al miglior posizionamento in vista dei playoff, ed altre già proiettate verso la Lottery che il 16 maggio svelerà l’ordine con il quale sceglieranno le prime 14 squadre.

Ricordiamo che non era ancora stata approvata la riforma della Lottery, che ha visto la luce solamente dal 2019 in avanti: la squadra con il record peggiore, quindi, aveva la percentuale più alta di ottenere la prima scelta.

Con un record di 20-62, furono i Brooklyn Nets a registrare il peggior rendimento, ma la loro pick era destinata ai Boston Celtics a causa della famosissima trade del 2013 avvenuta tra le due squadre: per la precisione, i Celtics avevano il diritto di attuare uno swap tra le due scelte, ovvero avrebbero potuto ottenere la scelta di Brooklyn, quella migliore, in cambio della propria. A chiudere la Top5 c’erano, in ordine, Lakers, 76ers (che per lo stesso principio aveva diritto alla scelta di Sacramento), Suns e Kings.

Il 19 giugno avvenne una trade che risulterà fondamentale per la storia di Fultz e di questo Draft: i Boston Celtics scambiano la 1ª scelta ai Philadelphia 76ers in cambio della 3ª scelta e di un’altra scelta al primo giro futura. Philadelphia, arrivata al culmine di quello che veniva chiamato The Process, aveva un disperato bisogno di una Point Guard in grado di creare gioco per se stesso e per il resto della squadra, e soprattutto abile nel tiro da fuori per compensare le mancanze di Ben Simmons, e la loro scelta ricadde inevitabilmente sul 19enne in uscita da Washington: Markelle Fultz era ufficialmente la prima scelta assoluta del Draft 2017.

Summer League, Pre-Season e prime perplessità

Accolto fin da subito con grande entusiasmo dal popolo di Philadelphia, e con tanto hype intorno a lui dal mondo NBA, la prima occasione per mostrare al mondo le sue capacità è ovviamente la Summer League, torneo estivo in cui si possono ammirare le nuove leve. Il debutto stagionale avviene casualmente proprio contro i Boston Celtics il 3 luglio 2017, e nonostante la sconfitta dei 76ers, Fultz si presenta piuttosto bene agli schermi dei telespettatori, con una prestazione da 17 punti ed anche 3 stoppate in soli 22 minuti, mostrando buone cose tra cui un jumper convincente.

Markelle chiuderà una buonissima Summer League con 20 punti, 3.5 rimbalzi e 3 assist di media, mostrando ottimi istinti offensivi e non deludendo affatto le aspettative.

La prima prova di una certa importanza arriva però qualche mese dopo, quando il 4 di ottobre debutta in pre-season, l’ultimo atto prima dell’inizio della stagione regolare: è da qui che si inizia di notare qualcosa di strano in Markelle.

Il 28 di settembre, poco prima dell’inizio della pre-season, l’head coach di Philadelphia dichiara che nei mesi dopo la Summer League la giovane point guard si era esercitata con il proprio allenatore privato, ed aveva anche tentato di cambiare la forma del suo tiro (ne diede la conferma anche il giocatore stesso dicendo che “avrebbe voluto provare qualcosa di nuovo“.

I risultati nel suo esordio sono pessimi: non tenta nemmeno un tiro da 3 punti, è riluttante nel prendere qualsiasi tipo di jump shot, risulta molto macchinoso e totalmente inefficiente; chiuderà infatti la partita con 2-13 dal campo, sembrando in generale poco a suo agio in campo.

La sua pre-season si concluderà poco dopo: Markelle, infatti, non giocherà più nemmeno una gara, fino a quando 3 settimane dopo verrà rilasciata una dichiarazione da parte di Adrian Wojnarowski in cui viene annunciato che il giocatore ha dovuto subire delle iniezioni di cortisone nella spalla destra perché gli risultava fisicamente doloroso alzarla, ed ecco qui il vero e proprio inizio del “caso Markelle Fultz”.

La Regular Season 2017-2018

L’inizio della stagione da rookie non presenta niente di diverso dalle partite pre-stagionali: Fultz non sta bene in campo e non è chiaramente in condizione di poter giocare.
Scenderà in campo per sole 4 partite, tenendo una media di 6 punti con percentuali al tiro pessime, prima che l’allora GM dei Sixers Bryan Colangelo dichiarasse il giocatore out indefinitely, creando ancor più scalpore intorno a tutta questa vicenda.

Ben tre mesi dopo, lo stesso Colangelo dichiarò che Markelle non era ancora pronto per il ritorno in campo a causa della difficoltà ancora presenti nel tiro, ed infatti si rivedrà sul parquet solamente il 26 marzo. Dopo una serie di prestazioni nella media, Fultz diviene il giocatore più giovane della storia a far registrare una tripla doppia in NBA (record imbattuto tutt’oggi) l’11 aprile, riaccendendo un barlume di speranza nei tifosi di Philadelphia ed in tutto il mondo NBA. Ora non bisognava far altro che aspettare l’inizio della stagione successiva.

Drew Hanlen e la TSO

Poco dopo la fine dei Playoff (dove Fultz ha partecipato giocando minuti nel garbage time), arriva la notizia che il giocatore aveva iniziato il suo allenamento in post-season con un trainer privato di nome Drew Hanlen, che in passato aveva già allenato altri giovani ragazzi della NBA come Jayson Tatum e Joel Embiid, ma anche giocatori in uscita dal college come De’Anthony Melton e Mo Bamba, consolidandosi come uno dei migliori trainer.

Qualche mese dopo inizia la Regular Season 2018-2019 e, nonostante in Markelle fossero da subito visibili dei piccoli miglioramenti, anche per quanto riguardava le percentuali al tiro, era altrettanto visibile che qualcosa ancora non andava. Il 12 novembre diventa virale su Twitter un video in cui Fultz tira, fallendo, un libero contro i Miami Heat con un rilascio veramente particolare ed oserei dire piuttosto inefficace, che contemplava una pump fake, per poi solo dopo rilasciare il tiro.

Inutile dire che l’accaduto non fece altro che scatenare l’ironia e la critica dei social media, aggravando ulteriormente la situazione e portando lo stesso Drew Hanlen a dichiarare, in un tweet poi cancellato, che Fultz non era ancora completamente sano, al contrario di quanto dichiarato fin dall’inizio della stagione dalla dirigenza di Philadelphia.

Nei giorni immediatamente successivi furono due le notizie che alimentarono ancora di più questo caso: il giocatore dei Sixers decise di chiudere ogni tipo di rapporto con Hanlen, e Philadelphia scambiò Dario Saric, Robert Covington ed una 1st round pick del 2022 a Minnesota in cambio di Jimmy Butler, che diventò immediatamente la shooting guard titolare relegando Fultz alla panchina.

A meno di una settimana di distanza Markelle decise di porre fine quasi definitivamente a questa storia: lasciò la squadra e si rifiutò di giocare fino al momento in cui la sua spalla non sarebbe guarita del tutto, scatenando anche polemiche all’interno della società e dello spogliatoio. Il 4 dicembre tutto il mondo ebbe finalmente un responso medico: a Fultz venne diagnosticata la Thoracic Outlet Syndrome, una malattia che colpisce i nervi presenti tra il collo e le spalle limitando di molto i movimenti della persona che ne è affetta: Fultz nuovamente out a tempo indeterminato.

La fine del caso Fultz: la trade agli Orlando Magic

La storia di Markelle Fultz con i Philadelphia 76ers termina definitamente il 7 febbraio 2019, giorno della trade deadline, quando viene scambiato agli Orlando Magic.
Lo stesso giocatore che solo 1 anno e mezzo prima fu la prima scelta assoluta del Draft, era stato ceduto in cambio di Jonathon Simmons, una futura 1st round pick protetta, ed una 2 round pick.

Dopo due lunghissime soste e due regular season praticamente non giocate, la diagnosi di una malattia, i litigi con la società e con gli allenatori esterni, ma soprattutto dopo un enorme caso mediatico che non ha certamente aiutato il giocatore, Markelle avrebbe avuto 6 mesi per recuperare con tranquillità dal suo infortunio. Infatti l’intenzione dei Magic era quella di non schierarlo fino alla stagione successiva, e così fu. D’altronde i Magic erano coperti nel ruolo di point guard con DJ Augustin che ha avuto nella scorsa stagione una delle migliori della sua carriera, ed il numero 20 appena approdato in Florida ebbe la possibilità di prendere finalmente le cose con calma in una piazza che non aveva pretese come Philadelphia, e dove avrebbe potuto ritagliarsi il suo spazio e ricominciare da capo senza pressioni.

Le “nuove” prime impressioni

Le prime immagini del ritorno di Fultz su un campo da basket vengono divulgate direttamente dai Magic sulla loro pagina Facebook intorno alla fine di settembre, quindi a pochi giorni dall’inizio della pre-season: nonostante non si fosse ancora visto molto, si poteva già notare quanto Fultz sembrasse molto più a suo agio a stare sul parquet. La prima prova di questo nuovo percorso era l’imminente sfida di pre-season in casa dei San Antonio Spurs in cui, nonostante gli ancora visibili e pronosticabili problemi a livello di percentuali, fece registrare 6 punti e 4 assist partendo dalla panchina, trovando anche il modo per far divertire i tifosi di Orlando.

Dopo varie prestazioni interessanti, il suo debutto nella stagione regolare avviene contro i Cleveland Cavaliers di Collin Sexton e del rookie Darius Garland: per lui 12 punti, 6 assist, il 50% dal campo (6/12), un convincente 3/4 dal mid-range, ed un ancora deludente 0/4 da 3 punti. Markelle dimostrò anche grande effort nella metà campo difensiva, ed in generale sembrò molto a suo agio in entrambe le metà campo, facendo tanto movimento e dimostrando di essere tornato in forma.

La stagione in corso

Siamo ormai oltre la metà della Regular Season 2019-2020, e Fultz ha preso parte a 47 delle 48 partite giocate finora dai Magic, saltandone solamente una a causa di un’influenza intestinale, ma dimostrando di essere tornato in una condizione fisica incredibile, pari a quella che si era vista 3 anni fa a Washington. Anche i suoi numeri sono quasi tutti in netta crescita: andiamo ad analizzarli insieme.

Il suo boxscore recita 11.7 punti, 3.6 rimbalzi, 4.6 assist ed 1.3 palle rubate a partita, tirando con un solido 46% dal campo, un ancora deludente 25% da 3 punti ed un sorprendente 73% dalla linea dei tiri liberi, un miglioramento enorme rispetto alle prime due stagioni. Scavando un po’ più nel profondo notiamo dei miglioramenti, seppur non enormi, anche nelle sue statistiche avanzate: il suo PER è salito da 10.5 a 13.8, segno di una efficienza migliorata, così come lo è il 51% di True Shooting % che dimostra tutti i suoi miglioramenti al tiro.

La sicurezza nel proprio jumpshot

I miglioramenti sia nella meccanica di tiro e nel rilascio che nella confidence con la quale prende questo tipo di tiro fa ben sperare per una crescita continua sotto questo punto di vista.

In questa clip possiamo notare tutte le piccole cose in cui Fultz sta prendendo dimestichezza: gioca il pick & roll con Vucevic, trova un mismatch nell’accoppiamento all’altezza del perimetro con Spellman e, grazie alla sua ottima visione di gioco, riconosce subito la zona del campo libera e con un cambio di mano batte il giocatore dei Warriors sul primo palleggio e conclude con un ottimo midrange jumper.

In quest’altra situazione, invece, sempre dopo un pick & roll con Vucevic nella stessa zona di campo, si accorge in una frazione di secondo del fatto che Young sia rimasto dietro al blocco lasciandogli un metro di spazio libero, quindi frena immediatamente il palleggio e si arresta per un pull-up jumper.

Gli aspetti da migliorare

Come facilmente pronosticabile per un giocatore di 21 anni che è stato vittima di un infortunio decisamente grave, non poteva essere tutto rose e fiori fin dal suo rientro in campo. Nonostante i tanti lampi ed una buona costanza in questa prima metà di stagione, Markelle è ancora un giocatore incredibilmente acerbo, inesperto ed ancora piuttosto lontano da ciò che si pensava potesse diventare qualche anno fa.

Risulta spesso fuori equilibrio, e nonostante la sua shot selection e le sue abilità nel decision making siano buone per un ragazzo così giovane che sta vivendo sotto molti aspetti il suo primo vero anno in NBA, in certe frazioni di partita risulta preoccupantemente spento e fuori dal gioco, dando quasi la sensazione di non essere mentalmente in partita.

Un altro dei problemi principali è relativo alle troppe palle perse dovute al fatto che spesso cerca troppo di forzare alcune giocate, e come risultato ne escono possessi molto confusi e poco ordinati, che si figurano in 2 palle perse a partita, per un rapporto 2.31 di AST/TO Ratio, un dato decisamente migliorabile.

Nel prossimo video si può vedere una classica situazione di quelle appena descritte: dopo un blocco portato da Fournier, Markelle si ritrova con due difensori addosso e vede Vucevic libero dietro la linea dei 3 punti, ma al posto di un passaggio normale cerca di schiacciarla a terra e genera un contropiede a seguito della rubata di Gordon Hayward.

Per concludere parliamo di quello che è senza dubbio il punto debole per eccellenza di Fultz, il tiro da tre punti.

Arrivato al Draft come uno dei migliori tiratori dell’intera classe, siamo ormai alla terza stagione e purtroppo il tiro di Fultz -almeno dal punto di vista delle percentuali- non è affatto migliorato: segna solamente il 25% delle conclusioni, la meccanica di tiro è lontana dalla perfezioni ed in generale il tiro dalla lunga distanza non è ancora qualcosa che Markelle ha nel suo arsenale, nemmeno lontanamente.

C’è un però in tutto questo, ed è la fiducia in se stesso e nel proprio tiro ad essere sicuramente in continua crescita: infatti, rispetto alle 0.7 triple tentate di media nella scorsa stagione, sono ben 1.7 quelle tentate quest’anno, segno del fatto che ci stia quanto meno lavorando su.

Quando riflette troppo sul tiro ed esita nella conclusione, il rilascio risulta davvero troppo macchinoso e nella maggior parte dei casi sbaglia completamente la traiettoria, come possiamo nel video qui sotto:

Cosa può diventare Markelle Fultz?

Cosa possiamo aspettarci dal suo futuro? Che tipo di giocatore può diventare? Non è ancora facile da capire. Considerata la pochissima esperienza che il giocatore ha ancora in questa lega e tutto il tempo che invece ha davanti a sé, forse non diventerà mai quello scorer che abbiamo visto al college e su cui i 76ers pensavano di poter contare per gli anni a venire, forse non diventerà mai una superstar, non sarà il primo violino in una squadra contender.

Ma quel che è certo è che questa esperienza ai Magic ha donato a Fultz ed a tutto il mondo della NBA una speranza per il futuro: solo il tempo potrà dirci a che livello sarà arrivato al termine della sua carriera, ma i margini di miglioramento sono evidenti, tanto quanto lo è la sua voglia di lavorare e di essere un giocatore migliore ogni giorno di più.

D’altronde, il suo motto rispecchia proprio questo: Faithful to the Grind.

Davide Tumiati

Faccio finta di sapere qualcosa sul basket, ma alla fin fine tifo Orlando Magic. Da quando ho scoperto l'esistenza della NBA nel 2010, il mio ciclo del sonno non si è mai più ripreso dallo shock. Ho una strana ossessione per Tracy McGrady e Markelle Fultz.

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