Henry Sims è Dr. Jekyll & Mr. Hyde

 Henry Sims è Dr. Jekyll & Mr. Hyde

Nella positiva prima metà di stagione della Fortitudo Bologna, uno dei maggiori protagonisti è stato certamente il lungo Henry Sims. Il centro di Baltimora, 30 anni a marzo, è alla sua terza stagione consecutiva in Italia dopo una carriera passata tra NBA (135 partite giocate a 19 minuti di media), G-League e Cina, e sembra aver finalmente raggiunto la sua maturità cestistica.

E dire che non erano pochi i dubbi sull’americano prima dell’inizio della stagione. Il numero 14 biancoblu, infatti, veniva da una stagione dominante in A2 con la maglia della Virtus Roma (19+11 in 28 partite giocate), ma nella sua prima stagione in Italia, a Cremona, aveva un po’ deluso, nonostante cifre accettabili (11 punti e 6.6 rimbalzi a partita).

Le critiche più frequenti verso Sims venivano dal punto di vista dell’atteggiamento: molle, svogliato, caratterialmente incostante. Aggiungiamo a ciò che Sims, in una amichevole di preseason, si frattura la mano colpendo con un pugno il canestro. Il risultato è uno stop di due mesi, e Fortitudo costretta a sostituirlo con DeShawn Stephens.

Dopo l’esordio di Stephens contro Venezia (18 punti), a Bologna qualcuno già chiedeva la testa di Sims, tacciato di eccessiva stupidità.

La società però difende l’investimento fatto, e il centro fa finalmente il suo esordio nella delicatissima sfida salvezza contro Pistoia. Viene cercato fin da subito dall’attacco bolognese, e non si dimostra per nulla timido nonostante la sfida con Brandt e Johnson; alla fine della gara, il tabellino segna 18 punti con 17 tiri (già 6 nei primi 5 minuti di gara!), più 5 rimbalzi. È la prima dimostrazione di quanto l’attacco Fortitudo dipenda dalle giornate del suo lungo.

Henry Sims è, tecnicamente parlando, uno dei centri migliori della nostra Serie A. Essendo dotato di un ottimo fisico (2.08 per 110 kg), può fare bene sia in attacco che in difesa.

Non è di per se un grande difensore – pecca un po’ di senso della posizione – ma la sua presenza intimidisce. Sims sfrutta bene il suo corpo: al termine del girone d’andata è secondo in campionato sia per stoppate (1.8 a partita) che per rimbalzi (9 ad allacciata di scarpe, primo rimbalzista difensivo della lega), mantenendosi stabilmente in lotta con Jeremy Simmons di Varese per il primo posto.

Ma la parte migliore del suo repertorio viene nella metà campo offensiva. Sims è infatti in grado di segnare dal post, ma anche di mettere la palla a terra ed attaccare il canestro. Non è certamente un tiratore (2/15 da 3 in due stagioni e mezzo in Italia, non segna una tripla dal marzo 2018); tuttavia, è in grado di creare spacing per i compagni con il suo tiro dalla media, esteticamente orribile ma letale se non marcato.

Parliamo, insomma, di un giocatore che avrebbe tutte le caratteristiche per fare bene anche ad un livello superiore rispetto alla nostra Serie A (di cui, alla diciannovesima giornata, è leader per valutazione). Perché, allora, a quasi 30 anni non ha ancora giocato un minuto in una coppa europea?
La risposta sta molto probabilmente nella differenza di rendimento che, in queste 11 partite giocate, ha  spesso mostrato tra una gara e l’altra. Sims ha fin qua fatto vedere che le critiche mossegli in estate non sono del tutto infondate. Il lungo americano sembra  quasi soffrire di un distacco della personalità che lo porta a passare dall’essere Dr. Jekyll, centro di altissimo livello che intimorisce ogni lungo avversario, a comportarsi come Mr. Hyde, una specie di costosissimo soprammobile piantato nel pitturato a guardare gli avversari.

In più, sembra soffrire particolarmente, più dal punto di vista mentale che da quello tecnico, i centri più fisici ed il contatto; è, questo, un problema che condivide con la Fortitudo, che da inizio stagione ha grandi problemi ad attaccare il pressing intenso. La mancanza del suo centro in questi frangenti si fa certamente sentire nel gioco bolognese.

La dimostrazione perfetta di quanto qui scritto la si può avere osservando le due gare consecutive giocate dalla sua Fortitudo contro Brindisi, prima, e contro la Virtus, poi. Autore di una prestazione dominante (17 punti, 17 rimbalzi e 5 assist) contro Banks e compagni; nel derby perso malamente dalla Pompea è stato dominato in lungo e in largo dal centro avversario Gamble, capace tanto di limitarlo nelle sue sortite offensive quanto di sfruttare qualche sua disattenzione difensiva per chiudere con 5/6 dal campo.

Nonostante Sims abbia poi fatto registrare una bugiarda doppia doppia al termine della gara – Gamble si è fermato a 10+5 – è stato il lungo virtussino a vincere la sfida: Henry Sims è questo, protagonista e spettacolare anche quando gioca male.

Sims è centrale nel gioco, soprattutto offensivo, della squadra di coach Martino. L’americano è il miglior marcatore della squadra, e i biancoblu si affidano principalmente a lui e ad Aradori quando le cose si mettono male. Si può dire, senza esagerare, che le fortune della F scudata dipendano dalla giornata del suo centro titolare; quando lui non gira, l’attacco biancoblu non gira, e la F fa grande fatica a segnare (e a vincere).

L’impressione generale è che per il lungo classe ’90 il nemico più pericoloso sia egli stesso: finché non sarà in grado di rimanere concentrato lungo tutti i 40 minuti, finché non supererà lo scoglio delle difese arcigne, finché non chiuderà il suo personalissimo Mr. Hyde in cantina, non sarà in grado di compiere il passaggio successivo e di affermarsi ad un buon livello europeo; un grande peccato, viste le sue indubbie capacità.

Come Sims e la Pompea affronteranno il girone di ritorno (inizato con due sconfitte, tra cui quella, sorprendente, con Pesaro, dove però Sims ha scritto 16+19 con 5 stoppate) ci darà un’idea delle ambizioni fortitudine, ma sarà anche l’occasione di verificare se la maturazione del suo numero 14 può finalmente dirsi conclusa. Nell’estate 2020, Sims sarà nuovamente free agent: se continuerà la sua stagione positiva limando i suoi difetti mentali, avrà certamente sirene europee.

Francesco Ricciardi

Non so giocare a pallacanestro, quindi ne scrivo. Gestisco @FortitudoNews su Twitter, da grande voglio essere LakerFilmRoom. Studente, arbitro di pallamano, chef amatoriale.

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