L’ascesa di Ja Morant

 L’ascesa di Ja Morant

Sono bastate poche partite a Ja Morant per prendere in mano le redini dei Memphis Grizzlies. Ed è quello che il nuovo GM Zachary Kleiman e il suo staff si aspettavano dal ragazzo proveniente da Murray State quando lo hanno selezionato con la scelta numero 2 al Draft di qualche mese fa: un floor general in grado di guidare i compagni e di raccogliere l’eredità di Mike Conley.

Ja si presenta all’NBA

Dopo aver subito 2 sconfitte nelle prime 2 partite, i Grizzlies ospitano a Memphis i Brooklyn Nets di Kyrie Irving e Morant, dopo due prestazioni altalenanti, mette a referto 30 punti e 9 assist segnando il canestro del pareggio e, nel possesso successivo, stoppando Uncle Drew e permettendo ai suoi di andare all’overtime (i Grizzlies vinceranno poi la partita grazie al game winner di Jae Crowder assistito proprio da Morant).

Nelle partite successive Morant fornisce delle ottime performance, per poi incappare in due prestazioni negative contro i Magic e gli Spurs prima di arrivare alla trasferta di Charlotte: contro gli Hornets, Morant va per la prima volta in doppia cifra di assist e segna il primo game winner della sua carriera.

Quando l’NBA ha diramato la schedule della stagione 2019-2020, i tifosi dei Grizzlies hanno segnato sul proprio calendario una data in particolare: il 15 novembre, giorno in cui Mike Conley è tornato a Memphis per la prima volta da avversario.

E Morant non stecca la partita, trascinando i suoi alla vittoria con 25 punti e 8 assist.

Chi è Ja Morant?

Dopo aver elencato le partite più rappresentative di questo inizio stagione di Ja Morant, è ora di concentrarsi sulle tendenze del nuovo giocatore dei Memphis Grizzlies. A differenza dell’oramai playmaker dei Jazz, Morant fa dell’atletismo e della rapidità i suoi punti di forza. La tendenza principale del gioco di Morant è quella di penetrare in area. Il prodotto di Murray State effettua 16.9 drives a partita e tra le guardie è il nono della lega. Morant prende il 51.8% dei suoi tiri entro i 5 piedi, quinto della lega tra le guardie e li converte con il 53.2%: sicuramente non una percentuale elitaria ma nemmeno così male per un giocatore ancora abbastanza leggero e che quindi può avere difficoltà nell’assorbire i contratti.

Come capita spesso ai rookie, Morant tende talvolta a cercare la sua comfort zone anche quando non è la soluzione migliore:

In questo caso McGee è sotto al canestro: un floater sarebbe stata una scelta più consona alla situazione ma Morant arriva troppo veloce e si schianta contro il centro dei Lakers.

Detto questo, Il playmaker dei Grizzlies è comunque dotato di una coordinazione e di un tocco che gli permettono di realizzare anche dei layup ad alto coefficiente di difficoltà:

Inoltre, è in grado di sfruttare la sua rapidità per prendere un vantaggio all’avversario: può rallentare il suo incedere e ripartire, oppure bruciare l’avversario diretto con la classica hesitation move.

Alla sua rapidità Morant abbina anche un ottimo ball handling: trovatosi a marcarlo dopo il cambio difensivo, Royce O’Neale non è riuscito in alcun modo a tenere i cambi di mano del prodotto di Murray State.

E se la difesa sul pick and roll lascia uno spiraglio, Morant è un fulmine in grado di splittarlo e creare una situazione di vantaggio:

Floater e tiro da tre

Aldilà delle conclusioni al ferro, il motivo per cui Ja Morant sta avendo un impatto forse superiore alle attese è da ricercarsi nell’efficacia del suo floater e del tiro da tre. Morant al college ha tentato in totale 32 runner in 33 partite segnandone appena 10 (31.2%) mentre in queste prime 28 partite in NBA i floater tentati sono già 81 e Morant li sta segnando con una sorprendente percentuale del 49.3%.

E in questo inizio di carriera NBA Morant sta punendo con efficacia le difese che scelgono di passare dietro al blocco: Ja tenta 2.3 triple a partita e le sta convertendo con il 39.7%.

Inoltre, Morant sta facendo vedere di avere nel proprio arsenale anche lo step back da tre punti: riesce a creare tra sé e il proprio avversario una buona separazione che gli permette di prendere un tiro più pulito.

Al momento è fondamentale che Morant crei abbastanza separazione perché con quella meccanica (la palla parte dal basso e il rilascio è piuttosto lento) il tiro è molto meno pericoloso se ben contestato.

In prospettiva futura sarà importante per Morant riuscire ad essere un tiratore affidabile aumentando il volume delle triple tentate: nella clip seguente Conley, dopo che Ja ha segnato le prime due triple, decide di non passare sotto il blocco e Morant può superarlo agilmente, andare nel pitturato e trovare Valanciunas per due punti comodi. Se Morant è pericoloso da fuori e non può essere battezzato dalle difese avversarie, per lui si aprono le porte dell’area.

Abilità di passaggio

Morant è anche un eccellente passatore: può punire con dei passaggi perfetti per forza e precisione la difesa avversaria, se questa è impegnata a proteggere il pitturato.

Oppure può penetrare, calamitare su di sé le attenzioni degli avversari e scaricare la palla sul perimetro:

Dopo un periodo iniziale di conoscenza, è aumentata la chimica con i lunghi sui giochi a due; in particolare si intravede finalmente una sintonia con Jaren Jackson Jr., che dopo un preoccupante inizio, ha avuto un mese di Dicembre molto molto positivo.

Lo stesso discorso si può fare anche per quanto riguarda Jonas Valanciunas: il pick and roll che coinvolge il lituano sta diventando pian piano più efficace.

Invece, la connection con Brandon Clarke è sembrata fin da subito perfetta: il prodotto di Gonzaga è il rim runner ideale per raccogliere i lob di Morant, oltre ad essere estremamente pericoloso dopo uno short roll.

La combinazione tra passing, floater e tiro da tre sta aiutando Morant ad essere efficace, anche oltre le aspettative, a metà campo. C’erano pochi dubbi, invece, sul fatto che Ja potesse dare il meglio di sé in campo aperto: quando Morant può premere il piede sull’acceleratore lo spettacolo è garantito.

Difesa

Morant si sta dimostrando abbastanza abile a leggere le linee di passaggio e, se è lui a rubare palla, può far partite il contropiede in prima persona. Ma questo è l’unico aspetto positivo della difesa di Morant: il prodotto di Murray State nella sua metà campo è spesso distratto e talvolta sembra completamente disinteressato alla fase difensiva.

Nella clip sopra è possibile notare come spesso Morant sia impreparato a passare sui blocchi: in questo caso ritarda l’accoppiamento in transizione con Burks o ancora perde totalmente il contatto visivo con Gordon che può tagliare e schiacciare indisturbato. Eppure Morant avrebbe tutti i mezzi atletici (rapidità di gambe e braccia lunghe) per essere un buon difensore: per Ja in difesa vale il discorso ”può ma non si applica” perché nei rari momenti in cui mette l’intensità giusta anche nella sua metà campo si vedono delle buone cose.

Un occhio al futuro: Morant off the ball

Essendo l’unico creator presente nello starting five, Ja Morant gioca quasi sempre palla in mano. Tuttavia nei pochi momenti in cui è senza palla Morant sta facendo vedere di poter avere anche una dimensione off the ball.

I suoi tagli dopo aver fintato l’handoff sono spesso letali e in spot up sta tirando piuttosto bene per quanto il volume sia abbastanza limitato. Morant sembrerebbe essere quindi in grado di poter dividere il parquet con un secondo creator. In più, considerando che i Grizzlies giocano sostanzialmente una motion 5 out, c’è la necessità di avere un altro esterno di livello in grado di leggere il gioco e reagire di conseguenza, aspetto in cui l’attuale compagno di backcourt di Morant, ovvero Dillon Brooks, sembra piuttosto latitare.

Motion 5 out: l’azione inizia con tutti e 5 i giocatori fuori dalla linea dei tre punti.

Conclusioni

Ja Morant è un giocatore che ha ancora tanto migliorare: dovrà mettere un po’ di massa per assorbire meglio i contatti ed essere più efficiente nelle conclusioni al ferro. Lavorare sulla meccanica di tiro che è molto simile ad altri giocatori che hanno le sue stesse caratteristiche fisiche: avendo poca forza nelle braccia, Morant ed altri come lui (Young ad esempio) hanno bisogno di caricare il tiro dal basso. Per cui anche in questo caso il miglioramento della meccanica di tiro passa da una crescita ”fisica” del prodotto di Murray State.

Morant, inoltre, dovrà costruirsi un pull up dalla media, per rendere il suo gioco ulteriormente variegato. Ma detto questo, Morant al momento sta facendo molto bene pur non essendo nelle condizioni ideali di esprimersi al massimo delle sue possibilità. In generale i Grizzlies, infatti, sono ancora in una fase di transizione in cui ci sono giocatori che stanno trovando tanto spazio ma non dovrebbero far parte dei piani futuri della franchigia (Crowder, Hill) e altri per i quali è difficile trovare una collocazione in campo (Anderson).

Per quanto riguarda Morant, la sensazione è che attorno a lui per il momento non ci sia lo spacing necessario: su 100 possessi i Grizzlies sono 21esimi per triple tentate e 17esimi per 3P%. I tentativi da oltre l’arco sono ancora pochi: non è necessariamente un aspetto negativo ma conoscendo la filosofia di Jenkins, è lecito pensare che l’obiettivo futuro sarà quello di aumentare il numero di triple tentate.

Inoltre Morant gioca la maggior parte dei suoi minuti con Valanciunas, che è un lungo stanziale nel pitturato. Il lituano d’altronde è fresco di rifirma ed è uno dei pochi veterani presenti in questo roster, ma alla lunga dovrebbe lasciare il posto da centro titolare a Jaren Jackson Jr., lo stretch five ideale da accoppiare a Morant. Il playmaker dei Grizzlies, infatti, nei minuti giocati senza Valanciunas fa registrare una percentuale più alta di punti segnati da 2, in contropiede e nel pitturato.

E questo è sostanzialmente uno dei motivi principali per cui Morant distribuisce 7.5 dei 17.4 punti segnati a partita nel solo quarto quarto. I Grizzlies solitamente chiudono le partite con il quintetto piccolo e quindi con JJJ da 5: Morant in questo caso può accendersi e beneficiare della presenza di Jackson fuori dal pitturato.

Per concludere, i Memphis Grizzlies e i suoi tifosi devono essere molto contenti dell’impatto che Ja Morant sta avendo in NBA: il prodotto di Murray State ha mostrato subito la capacità di adattarsi al nuovo e più probante contesto e non era detto che sarebbe stato così fin dall’inizio. Le aree di gioco in cui migliorare sono parecchie e anche su altri aspetti c’è da lavorare (Ja e i Grizzlies si stanno concentrando anche sul modo in cui atterrare sul parquet dopo un tentativo al ferro ad esempio) ma Morant ha le potenzialità per essere un giocatore in grado di lasciare il segno nei Memphis Grizzlies e nella lega.

Francesco La Mura

Ama Mike Conley quasi quanto la sua famiglia e la sua ragazza e vive nel rimpianto di non aver mai visto O.J. Mayo al suo meglio. Resta sveglio ogni notte per guardare le partite dei Grizzlies, anche perchè quando prova a dormire gli appare Hasheem Thabeet in sogno.

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