City Edition 2019/20, istruzioni per l’uso

 City Edition 2019/20, istruzioni per l’uso

Da ormai tre anni, con il cambio di sponsor tecnico da Adidas a Nike, la NBA ha avviato un restyling più o meno radicale per tutto ciò che riguarda l’impatto visivo delle trenta franchigie della lega. In particolar modo, il maggior sforzo dei creativi di Beaverton si è concentrato su quello che unanimamente è considerato il simbolo più rappresentativo per una squadra di basket: le divise da gioco.

Via le precedenti classificazioni con Home, Away e third jersey e spazio a distinzioni più concettuali, che legano la canotta in sé a messaggi intrinseci più o meno velati per legare ancora di più, con campagne di marketing a dir poco lungimiranti, i fan alle loro squadre.

Tra le sei nuove tipologie di jersey lanciate da Nike, quella che più si avvicina a quest’ottica di coesione simbiotica tra tifosi e franchigie è di sicuro la City Edition: una divisa che nasce esplicitamente con l’intento di rendere omaggio a un particolare simbolo della città o del territorio della franchigia e che ogni anno si rinnova, salvo rare eccezioni.

La scoperta delle City Edition, già dal primo anno della loro creazione è un processo contorto fatto di leak, rumors e presentazioni ufficiali a macchia di leopardo, il che ricopre ancora maggiormente queste canotte di un’aura di hype maggiore rispetto a tutte le altre divise da gioco.

Per la stagione 2019/20 a questo punto sono state – quasi – tutte presentate. Noi di The-Shot le abbiamo raccolte, commentate e giudicate sulla base di tre criteri fondamentali per noi: impatto visivo, originalità, significato.

Sebastiano Barban

https://sebastianobarban.altervista.org/

Tifo Bucks da prima che andasse di moda, colleziono jerseys, accendini e delusioni.

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