I problemi dei Memphis Grizzlies

 I problemi dei Memphis Grizzlies

Copertina a cura di Sebastiano Barban

Dopo le prime sette partite di Regular Season, i Memphis Grizzlies hanno raccolto solo due vittorie totali. Come era prevedibile, la squadra di coach Taylor Jenkins è ancora un cantiere aperto, e se a questo si aggiungono le difficoltà di quei giocatori che rappresentavano delle certezze, l’inizio a rilento della squadra del Tennessee è facilmente spiegabile.

Le difficoltà di Valanciunas

Jonas Valanciunas e Jaren Jackson Jr. non hanno iniziato al meglio la loro stagione. Il lituano ha dalla sua la scusante di non essere al meglio fisicamente, e in questo primo scorcio di Regular Season non sta riuscendo ad essere produttivo come negli anni scorsi. In post up, principale arma del suo gioco offensivo, Valanciunas segna appena 0.81 punti per possesso, tutta un’altra storia rispetto all’anno scorso:

Per JV le cose non stanno andando bene nemmeno in difesa: la sua presenza a rimbalzo non si discute, mentre la sua difesa del ferro, dove sta concedendo il 66.3%, è assolutamente da migliorare.

La crisi di Jaren Jackson Jr.

Ma se le difficoltà di Valanciunas possono essere legate a condizioni fisiche non ancora ottimali, l’inizio di stagione di Jaren Jackson Jr. desta molte più preoccupazioni. Il prodotto di Michigan State sta vivendo una brutta involuzione: è ancora il secondo giocatore più falloso della lega e sta tirando con il 23.8% da tre. Il dato è assolutamente terribile per un giocatore entrato nella lega con la reputazione di essere un pericoloso stretch four:

Fare avanti e indietro dalla panchina per via dei falli non aiuta Jackson a entrare in ritmo. Come volevasi dimostrare, nell’unica partita in cui JJJ è riuscito a restare in campo con continuità ha prodotto una solida prestazione da 23 punti e 11 rimbalzi.

Un altro aspetto preoccupante del gioco di Jaren Jackson Jr. è la scarsa capacità di prendere posizione in post anche contro avversari più piccoli, come Satoransky in questo caso.

La quarta scelta assoluta sta dimostrando parecchie amnesie anche nella metà campo difensiva, evidenziando più volte durante le partite problemi di concentrazione.

Tiro da tre

Con due tra le opzioni offensive principali in difficoltà, le alternative a disposizione sarebbero il tiro da tre e la transizione, sfruttando le capacità di Ja Morant di generare vantaggi e correre in contropiede. Ma al momento i Memphis Grizzlies sono una delle peggiori squadre nel tiro dall’arco: ultimi nella lega in 3P% open e 24esimi in 3P% wide open. La partita che più rappresenta le difficoltà della squadra nel segnare da fuori è quella contro i Rockets: i Grizzlies hanno tirato 3-25 da tre e tutte le realizzazioni sono avvenute esclusivamente nel primo quarto.

L’unico che sta tirando bene da fuori è Dillon Brooks, che si sta confermando un tiratore affidabile. Brooks inoltre è uno dei pochi giocatori del roster in grado di segnare anche dalla media.

I problemi per Brooks nascono quando attacca il pitturato, nei pressi del quale il #24 conclude con il 48%, spesso dimostrando un pessimo decision making.

Transizione e pace

Le cose non vanno meglio in transizione. I Grizzlies segnano 24.8 punti a partita in contropiede, ma in 25.2 possessi: 1.04 punti realizzati per possesso, 34esimo percentile.

I Memphis Grizzlies corrono tantissimo, hanno il quinto pace della lega ma le scelte di tiro sono spesso sconsiderate. Il principale autore di queste brutte giocate è Jae Crowder, che sta tirando praticamente tutto quello che gli passa tra le mani.

Tutti questi aspetti, sommati anche a un numero elevato di palle perse, rendono l’attacco dei Memphis Grizzlies il 27esimo della lega. La difesa, di conseguenza, è maggiormente esposta a facili punti in contropiede degli avversari.

Non è da escludere che i Grizzlies arrivino al secondo tempo stanchi a causa del ritmo troppo elevato tenuto nella prima frazione. La differenza tra i Net Rating delle due metà di gara sembrerebbe confermare questa teoria: +7.9 nel primo tempo (quarto della lega), 23 nel secondo tempo (ultimo della lega).

Conclusione

È difficile pensare che i Memphis Grizzlies possano fare peggio di così. È lecito attendersi che le percentuali al tiro da fuori aumentino, che Valanciunas torni ad essere efficiente in post ritrovando la forma migliore e che la squadra riesca ad amalgamarsi e ad aumentare l’intesa, riducendo così il numero di palle perse e riuscendo a essere più produttiva in transizione. Il ritorno a buoni livelli di Valanciunas e di Jaren Jackson Jr., uniti al rendimento di Morant, potrebbero rendere maggiormente performante l’attacco. Il prodotto di Murray State è esploso contro i Brooklyn Nets e ha inanellato una serie di ottime partite.

Le ultime 5 partite di Ja Morant: 23.8 punti, 54.7% dal campo, 50% da tre, 80% ai liberi, 5.6 assist e 3.8 rimbalzi in 28 minuti di utilizzo.

Il futuro dei Memphis Grizzlies però è altrettanto legato a quello di JJJ: il #13 deve dimostrare di poter essere il volto di questa franchigia. Contro Minnesota ha toccato il fondo, giocando la peggior partita della sua giovane carriera.

Dopo poco più di 4 minuti di gioco, Jackson commette il secondo fallo della sua partita, un’ingenuità clamorosa che costringe coach Jenkins a richiamarlo in panchina prima del previsto. JJJ non entra mai in partita e Jenkins lo tiene in campo solo 15 minuti, lasciandolo fuori per tutto il quarto quarto. Per Jackson 0 punti, 5 errori del campo e -22 di plus minus:

Nonostante tutto, il potenziale di Jaren Jackson Jr. non è in discussione. Come spesso capita, il percorso di crescita di un giovane giocatore NBA è fatto anche di momenti difficili; starà a lui riprendersi e ritrovare se stesso nel modo giusto.

Francesco La Mura

Ama Mike Conley quasi quanto la sua famiglia e vive nel rimpianto di non aver mai visto O.J. Mayo al suo meglio. Resta sveglio ogni notte per guardare le partite dei Grizzlies, anche perchè quando prova a dormire gli appare Hasheem Thabeet in sogno.

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