10 partite da rivedere su YouTube durante la quarantena

 10 partite da rivedere su YouTube durante la quarantena

Copertina a cura di Nicolò Bedaglia

Con i campionati di tutto il mondo fermi fino a data da destinarsi, a noi appassionati di pallacanestro non resta altro che cercare di trovare conforto nelle vecchie partite disponibili su Internet. Proprio a questo scopo ho raccolto in questo articolo dieci partite mozzafiato che chiunque può facilmente trovare su YouTube. Gli incontri elencati di seguito non si limitano al solo mondo della NBA ma spaziano in vari campionati americani e non, con un salto anche nel campionato italiano. Per ogni partita, sebbene sarà descritto brevemente lo svolgimento dell’incontro, non verranno raccontate né l’ultima azione decisiva per le sorti dell’incontro, né tantomeno il risultato per permettere a chiunque di poter leggere riguardo alle partite senza timore di spoiler eccessivi.

Premessa doverosa: su YouTube è possibile trovare un numero pressoché infinito di partite bellissime che hanno fatto la storia di questo sport, in particolare dei Playoff NBA. Per questo motivo è stato molto impegnativo sceglierne soltanto dieci da proporvi, ma invito chiunque sia interessato a cercarne personalmente di nuove. Scoprirete un catalogo di qualità non indifferente.

1) 1992 – Finale Regionale NCAA – Kentucky vs Duke (OT)

Qualche anno dopo del ben più celebre “The Shot”, ci fu quello di una delle più belle partite di sempre del campionato NCAA. La partita, valida per l’accesso alle Final Four, vide contrapposte Kentucky — al ritorno al torneo NCAA dopo due anni di squalifica dovuti a violazioni nel reclutamento di alcuni giocatori — e Duke, già campione nell’anno precedente e con tutte le intenzioni di ripetersi. I Blue Devils infatti arrivarono allo scontro forti del loro primo posto ottenuto durante la stagione grazie ad un record di venticinque vittorie e due sole sconfitte. Tra i giocatori più illustri di quella partita vanno ricordati Christian Laettner, due volte vincitore del titolo NCAA, componente del Dream Team americano per le Olimpiadi del 1992 e autore di una più che discreta carriera NBA, ma soprattutto Grant Hill, Rookie of The Year, sette volte All-Star e Hall of Famer. Da non dimenticare inoltre i coach delle due squadre, rispettivamente Rick Pitino sulla panchina di Kentucky, considerato uno dei più grandi allenatori della storia del basket collegiale e vincitori di due campionati NCAA, e Mike Krzyzewski, vincitore di ben cinque medaglie d’oro alle Olimpiadi e di cinque campionati NCAA. La partita, dominata da un grande equilibrio fin dall’inizio, vide Bobby Hurley, playmaker di Duke, fallire il tiro decisivo al termine dei tempi regolamentari. Al supplementare, la partita rimase in bilico proprio fino all’ultimo secondo, terminando con un incredibile buzzer beater.

2) 1993 – NBA Finals Gara 3 – Suns @ Bulls (3OT)

Una gara 3 decisiva per le sorti della serie. I Bulls infatti arrivarono a questo incontro dopo aver già vinto le prime due sfide e inseguendo una terza vittoria che gli avrebbe permesso di considerare quasi certa la vittoria della serie e del titolo. La squadra di Jordan e Pippen inoltre, dopo aver già vinto due titoli nei due precedenti anni, inseguiva il terzo titolo consecutivo, traguardo raggiunto fino a quel momento solo dai Celtics di Bill Russell. Dall’altra parte, i Suns di Charles Barkley sono con le spalle al muro, costretti a una vittoria nel gremito palazzetto di Chicago dopo aver sprecato il fattore campo nelle prime due gare. La partita, equilibrata fin dall’inizio, sembra subire una svolta all’inizio del quarto periodo quando i Suns riescono a piazzare un 13-3 di parziale. Ma i Bulls, grazie al contributo di Jordan e Grant, riescono a riavvicinarsi. L’ultimo tiro dei tempi regolamentari è nelle mani di Barkley che, marcato da Grant, non riesce a segnare. Alla fine del primo tempo supplementare l’occasione è nelle mani di Danny Ainge che, dopo un rimbalzo offensivo, può prendersi la tripla decisiva totalmente smarcato ma i Suns falliscono anche questa occasione. Alla fine del secondo supplementare, l’occasione è nelle mani di Pippen ma il suo tiro appoggiandosi al tabellone non sortisce l’effetto sperato. Nel terzo overtime i Bulls, guidati da Jordan ma privi di Grant uscito per falli, dovettero resistere a un dominante Charles Barkley che chiuse l’incontro con 24 punti e 19 rimbalzi.

3) 1998 – Finale Scudetto Gara 5 – Virtus Bologna vs Fortitudo Bologna (OT)

Il derby di Bologna più bello di sempre in uno dei momenti di massimo splendore del campionato italiano. Dopo quattro gare la serie è ancora in totale equilibrio. Da una parte la Fortitudo guidata da Valerio Bianchini, che in quella stagione era già riuscita a trionfare in Coppa Italia, con un roster di tutto rispetto composto da giocatori come Myers, Fucka, Galanda e soprattutto Dominique Wilkins, arrivato proprio all’inizio di quell’anno dai San Antonio Spurs. Dall’altra parte l’altra squadra di Bologna, la Virtus guidata da un giovane Ettore Messina che era riuscita un mese prima a vincere la prima Eurolega della sua storia. La partita gira fin da subito a favore della Fortitudo, che è capace di mantenersi in vantaggio fino a pochi secondi dal termine. A 16 secondi dal termine però, Danilović riuscì a realizzare un incredibile gioco da 4 punti che, oltre a passare alla storia, obbligò le due squadre ad un supplementare. Da segnalare anche un giovanissimo Luigi Lamonica tra gli arbitri.

4) 2002 – NBA Finals Gara 7 – Lakers @ Kings (OT)

L’ultima gara 7 di una finale di Western Conference Finals fino al 2016 è quella che vide fronteggiarsi i Lakers allenati da Phil Jackson e i Kings di Rick Adelman. Una delle serie più equilibrate e avvincenti del nuovo millennio, che arrivò a gara 7 dopo un’onda di polemiche a causa di una gara 6 in cui gli arbitri furono accusati di aver favorito un po’ troppo nettamente la squadra gialloviola. I Kings, che venivano da una stagione in cui erano riusciti ad ottenere il miglior record dell’intera NBA, schieravano un roster con numerosi giocatori di alto livello come Webber e Bibby probabilmente negli anni di maggior forma della loro carriera, ma anche con una forte componente europea: Hedo Türkoğlu e Vlade Divac nel quintetto titolare, e Peja Stojaković dalla panchina. Dall’altra parte però c’erano i Lakers che, nonostante il terzo posto nella Conference ottenuto in quell’anno, erano considerati come i favoriti per la vittoria finale del titolo che sarebbe stato il terzo di fila, nonché il terzo threepeat per coach Phil Jackson dopo i due con i Bulls. La squadra di Los Angeles inoltre aveva dalla sua parte una maggiore esperienza, dopo la Gara 7 giocata l’anno precedente contro i Blazers. La partita arrivò a un minuto dalla fine dei tempi regolamentari in perfetto equilibrio. Divac commise il suo sesto fallo su un contatto con Bryant a un minuto dal termine ma gli stessi Kings fallirono l’occasione di portarsi in vantaggio di due punti a dieci secondi dal termine, quando il tiro da tre di Stojaković non arrivò neppure al ferro. Dopo un 1/2 ai liberi di O’Neal e i due liberi realizzati da Bibby su fallo di Bryant, la partita andò ai supplementari dove a prendersi la scena furono, ancora una volta, Mike Bibby, autore di 16 punti tra quarto periodo e supplementare, e Shaquille O’Neal che segnò 6 degli 11 punti dei Lakers nel supplementare.

Disponibile anche in Italiano con telecronaca di Buffa e Tranquillo

5) 2003 – All Star Game – East vs West (2OT)

Considerato da molti come il miglior All Star Game di sempre, quello del 2003 rappresenta una pietra miliare all’interno della storia dell’NBA per vari motivi. I quintetti, che vennero scelti tramite il voto dei tifosi, a ovest videro trionfare Kobe Bryant seguito però da Yao Ming che divenne il primo giocatore asiatico a giocare una partita delle stelle, nonché il primo rookie dai tempi di Grant Hill. Dall’altro lato oltre a Tracy McGrady, giocatore più votato a est, e Kevin Garnett, MVP della partita, ci fu ovviamente Michael Jordan, per quella che fu a tutti gli effetti la passerella che l’avrebbe accompagnato verso il definitivo addio al basket alla fine della stessa stagione. Iconico il concerto di metà partita in cui le canzoni di Mariah Carey accompagnarono un filmato che ripercorreva le imprese del numero 23 durante tutta la sua carriera. A rovinare l’ultimo All-Star Game di Jordan, o quantomeno a provarci, fu Bryant, autore di 20 punti: prima mandò la partita all’overtime, proprio su fallo di Jordan, e poi mise i liberi decisivi per portare l’incontro al secondo supplementare, rendendo così l’All-Star Game del 2003 il primo — e finora unico — a terminare dopo due supplementari.

6) 2005 – NBA Finals Gara 5 – San Antonio @ Detroit (OT)

Finale NBA tra due squadre che facevano della difesa il loro punto di forza, come dimostra il punteggio molto basso che caratterizzò la serie. Gli Spurs e i Pistons in quella stagione terminarono rispettivamente primi e secondi per punti concessi dopo che, nell’anno precedente, erano finite entrambe al primo posto a pari merito. Gara 5 rappresentò l’incontro più importante della serie, nonché quello più combattuto. Gli Spurs di coach Popovich, dopo essere stati sconfitti nelle semifinali l’anno precedente, riuscirono a superare i Suns arrivati primi nella Western Conference al termine della stagione regolare. A guidare la squadra era il trio che avrebbe portato numerose soddisfazioni negli anni a venire, formato da Parker, Duncan e Ginobili, ai quali vennero affiancati giocatori di altissimo livello come Robert Horry, vincitore già di 5 titoli NBA. Dall’altra parte i Pistons tentavano di replicare il successo ottenuto nell’anno precedente culminato con la vittoria del titolo grazie ad un roster di altissimo livello. All’inizio di Gara 5 le due squadre erano in perfetto equilibrio con due vittorie ciascuna: per questo motivo, il quinto incontro rappresentò un vero e proprio spartiacque che avrebbe potuto indirizzare la serie verso una delle due squadre. Ottima prestazione di Tim Duncan durante tutta la partita, che lo porterà a chiudere con 26 punti e 19 rimbalzi. A fare da protagonisti nell’ultimo minuto dei tempi regolamentari furono però altri due giocatori: Chauncey Billups, 34 punti al termine della gara, e Robert Horry, che dopo non aver segnato neanche un punto nel primo tempo, salì in cattedra chiudendo l’incontro con 21 punti. Nonostante l’esito di questa partita, la serie arrivò fino a gara 7 rimanendo nella storia come una delle serie finali più bella di sempre.

Disponibile anche in italiano con telecronaca di Buffa e Tranquillo

7) 2012 – Finale Eurolega – CSKA Mosca vs Olympiacos

Se c’è un torneo europeo che offre uno spettacolo degno dell’NBA, quello è sicuramente l’Eurolega. La finale del 2012 rappresenta una delle partite più appassionanti e combattute disputatesi in questa competizione. Da una parte l’Olympiacos, arrivato a sorpresa in finale dopo aver superato la fase a gironi con molta difficoltà ma con un roster di tutto rispetto che annoverava giocatori come Spanoulis — 15 punti per lui in quella finale –, Papanikolau e Printezis, giocatori di grande esperienza internazionale. Dall’altro lato, forte del favore del pronostico, il CSKA Mosca che, dopo aver superato senza alcun problema il proprio girone con cinque vittorie ed una sconfitta, era riuscito a qualificarsi alla finale dopo un incontro molto combattuto contro il Panathinaikos (vi consiglio di recuperare anche questa partita). L’incontro sembra essere molto equilibrato, tanto che il primo quarto termina 10 a 7 per il CSKA. Dal secondo quarto in poi però, la squadra russa inizia ad imporre il proprio gioco rendendo inefficace l’attacco dei greci. A due minuti dalla fine del terzo quarto, la partita sembra già scritta con il CSKA in vantaggio di ben 19 punti. Da quel momento però, l’Olympiacos cambia decisamente ritmo, riuscendo a non far segnare Teodosic e compagni per 6 minuti tra terzo e quarto quarto e riportandosi, a un minuto dalla fine, sotto di sole due lunghezze. L’ultimo minuto è una vera battaglia che vede la sfida risolversi solo all’ultimo secondo grazie ad un canestro decisivo a soli sette decimi dalla fine.

8) 2013 – NBA Finals Gara 6 – San Antonio @ Miami (OT)

Regalo della NBA che proprio in questi giorni sta mettendo a disposizione dei tifosi, proprio su YouTube, alcune delle partite più belle degli ultimi anni. I MIami Heat dopo aver vinto il titolo nell’anno precedente contro i Thunder inseguivano il secondo successo consecutivo, terzo della loro storia, dopo aver sconfitto i Pacers in finale di Conference dopo sette partite. Dall’altro lato gli Spurs arrivarono alle Finals dopo aver subito solo due sconfitte in tutti i Playoff e dopo aver sconfitto 4-0 i Grizzlies in finale di Conference. Nella loro storia inoltre, fino a quel momento gli Spurs non avevano ancora mai perso una serie finale piazzandosi in questa classifica, sotto solo ai Bulls. Gara 6 rappresentava l’ultima occasione per gli Heat di sperare nella vittoria del titolo dopo essere stati sconfitti a San Antonio in gara 5. La partita si mostrò fin da subito molto equilibrata con parziali e controparziali da parte di entrambe le squadre. Per questo motivo, a un minuto dalla fine il distacco tra le due squadre è di sole due lunghezze in favore di San Antonio. Da quel momento però, gli Spurs provano la fuga costruendo un margine di vantaggio che li porta in vantaggio di 5 punti a 28 secondi dal termine. Miami non si arrende e, complici i tiri liberi sbagliati da Ginobili e Leonard, riesce a recuperare lo svantaggio, prima con una tripla di James, 32 punti alla fine della partita, e poi con la ancor più memorabile tripla in step-back di Allen grazie al rimbalzo offensivo di Bosh che porterà la partita al supplementare.

9) 2015 – Semifinale Europei – Spagna vs Francia (OT)

Sfida tra due delle nazionali più in forma in quel periodo valida per l’accesso alla finale del campionato europeo. La Francia oltre ad essere campione d’Europa in carica, poteva contare sul vantaggio del fattore campo e su un roster di livello che annoverava alcuni tra i migliori giocatori e europei e del panorama americano come Batum, Parker e De Colo. Per questo motivo, la nazionale riuscì a raggiungere le semifinali senza troppi problemi. La Spagna invece nonostante l’indubbia qualità dei dodici di coach Scariolo, riuscì ad arrivare in semifinale solo dopo aver superato in una combattutissima gara la Grecia capitanata da Antetokounmpo. Durante tutta la partita la Spagna riuscì a rimanere a contatto grazie alle prodezze di Pau Gasol, ben 40 punti per lui alla fine, Rudy Fernandez ma soprattutto Sergio Rodriguez. Proprio di quest’ultimo fu l’ultimo canestro spagnolo dei tempi regolamentari che permise alla nazionale iberica di portarsi in vantaggio di tre punti a soli 16 secondi dal termine. A rispondere al playmaker spagnolo fu però Nicolas Batum, che in uscita dal timeout riuscì a segnare una difficilissima tripla dall’angolo per la parità. L’ultimo tiro dei regolamentari fu preso dalla stella della nazionale spagnola, Pau Gasol, che venne però stoppato da Rudy Gobert rinviando l’esito finale ai supplementari.

10) 2016 – Finale NCAA – North Carolina vs Villanova

La partita più bella della NCAA vede protagoniste North Carolina e Villanova. Entrambe le squadre arrivarono alla finale molto agevolmente, riuscendo a superare in semifinale Syracuse e Oklahoma, quest’ultima sconfitta da Villanova con il più ampio margine della storia delle Final Four. Tra i giocatori delle due squadre anche alcuni futuri giocatori NBA come Justin Jackson, Ryan Arcidiacono e Josh Hart. La partita, molto combattuta fin dall’inizio, vede le due squadre rispondersi colpo su colpo con nessuno dei due team in vantaggio di più di cinque punti durante il primo tempo. L’equilibrio non si rompe neanche nel secondo tempo, con Villanova in vantaggio di un solo punto ad un minuto dal termine della partita. A 13 secondi dal termine Hart segna entrambi i tiri liberi portando Villanova a più 3 sugli avversari, costringendo North Carolina ad un ultimo tiro disperato e a quello che rimarrà nella storia come uno degli epiloghi più incredibili del basket collegiale.

Matteo Pacchione

20 anni, studente e appassionato di sport. Tifoso dei New York Knicks e della Juventus, in modo da bilanciare vittorie e sconfitte. Oltre al basket mi piace l'arte in tutte le sue forme, soprattutto il cinema e la musica.

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