Happ e Sutton, come ti svolto la stagione

 Happ e Sutton, come ti svolto la stagione

Il mercato di riparazione è sempre una fase delicata della stagione regolare, ci sono molte incognite e pochi giocatori disponibili. Tra giovani che non hanno ancora dimostrato niente e veterani in cerca di un’ultima chance, è essenziale puntare sul cavallo giusto.

Ecco allora due scommesse che, finora, si sono rivelate vincenti nel campionato nostrano.

ETHAN HAPP (VANOLI CREMONA)

La stagione della Vanoli Cremona è iniziata con molte aspettative da rispettare. La squadra campione in carica della Coppa Italia era chiamata alla conferma in questa stagione, considerata anche la presenza di ben sei componenti di quella compagine che solo sette mesi prima aveva stupito tutti durante le Final Eight di Firenze.

Dopo sette partite il record recita 2-4: peggio di loro solo Pistoia e Pesaro, squadre che affacciavano la stagione con aspettative decisamente diverse. La squadra di coach Meo Sacchetti non riesce a trovare la quadratura del cerchio e capitan Travis Diener è costretto allo stop a causa di una distrazione muscolare.

Serve un volto nuovo, qualcuno che svolti le sorti di questa stagione. Secondo la Vanoli il giocatore giusto per svoltare è Ethan Happ, centro statunitense classe 1996 proveniente dall’Olympiacos, dove però non ha mai messo piede sul parquet.

Il 10 novembre 2019 Happ vestirà per la prima volta la maglia della Vanoli Cremona, giocando 29 minuti dalla panchina e facendo registrare 19 punti e 7 rimbalzi con il 66,7% da dentro l’arco, aggiungendo 2 assist, 2 stoppate e 5 falli subiti. La squadra di coach Meo Sacchetti vincerà la partita davanti al pubblico di casa, iniziando una streak di 5 vittorie che la porterà a sporcare anche il record della capolista Virtus Bologna, imbattuta fino a quel momento.

Dopo la dodicesima giornata la Vanoli si ritrova quarta ad una vittoria dal terzo posto, con un Ethan Happ che viaggia a 14,8 punti di media e 9,4 rimbalzi nelle sue prime cinque partite da professionista.

Basta guardare un solo quarto di una qualsiasi partita per capire quanto l’ex Wisconsin abbia preso in mano la squadra portandola ad un altro livello.

Prima di lui Cremona realizzava 75 punti a partita, servendo 13,9 assist e con un plus/minus medio di -21. Dopo l’arrivo di Happ la Vanoli ha elevato il suo rendimento esponenzialmente, arrivando a segnare 81.7 punti di media ogni domenica, con un plus/minus che si attesta a 24.2. L’aggiunta del centro statunitense sotto canestro è servita a coach Sacchetti ad organizzare meglio l’attacco cremonese, che ha incrementato i suoi assist a 16.1 a partita. Ciò ha comportato una shot selection migliore che nel post-Happ si traduce nel 54.8% da 2 punti a fronte del 45.6% registrato prima del suo arrivo.

L’eye test riflette esattamente ciò che le statistiche suggeriscono. La squadra lombarda è più compatta ed organizzata, fa girare molto di più la palla e lo fa meglio di prima. Tutto funziona alla perfezione ed i compagni hanno ormai trovato ritmo anche senza Happ, concedendo all’ex Olympiacos importanti minuti di riposo. L’esempio lampante di tutto ciò è la vittoria per 93-89 ottenuta ai danni di Brindisi il 5 gennaio scorso. La Vanoli annichilisce la formazione pugliese in una partita dominata nel primo tempo, toccando anche il +21 ad inizio terzo quarto. Ciò che però fa ben sperare per la compagine di Sacchetti è l’aver limitato il rientro di Brindisi durante il terzo quarto, non perdendo mai la concentrazione davanti ad una squadra che sulla carta risulta essere più forte.

La Vanoli nel pentolone dei free agent ha pescato un leader affidabile sotto canestro (oltre ad un Malachi Richardson da 11.8 punti a partita ora ai box per un problema alla mano), con ancora molti anni davanti a sé ed un margine di crescita che lo potrebbe portare a togliersi più di una soddisfazione.

Per il momento l’obiettivo Final Eight è stato raggiunto ed a Cremona si può gioire, con ancora negli occhi le immagini dello scorso 17 febbraio, ma con un Ethan Happ in più.

DOMINIQUE SUTTON (HAPPY CASA BRINDISI)

Adrian Banks, Kelvin Martin, Darius Thompson, Tyler Stone e John Brown. Questo il quintetto a disposizione di coach Frank Vitucci all’inizio della stagione regolare. Le aspettative sono altissime, è tempo di vincere, ci si aspetta una post-season lunga e ricca di soddisfazioni, anche a livello europeo.

I risultati non tardano a mancare, dopo 11 giornate l’Happy Casa Brindisi è seconda a pari merito con Sassari ed è pronta al sorpasso la domenica successiva, quando ospiterà coach Pozzecco e i suoi al PalaPentassuglia, in una sfida dal sapore di playoffs.

Ma prima c’è da pensare alla Champions League, con la trasferta a Saragozza, coinquilina al secondo posto. È una partita adrenalinica, con Brindisi costretta ad inseguire da subito, mentre gli avversari infilano cinque triple solo nel primo quarto, chiudendolo a +8. Nei quarti centrali l’Happy Casa prova a rientrare in partita, ma dopo 30 minuti è ancora -8. L’ultima frazione è giocata in modo proverbiale da Brindisi che a 13 secondi dalla fine tocca il -1 sui liberi di Martin. I padroni di casa riescono a rimettere palla in campo nonostante il pressing asfissiante dei pugliesi e Kelvin Martin è costretto a regalare un viaggio in lunetta al Saragozza a 6 secondi dalla fine. L’aria è pesante, la prima decisione degli arbitri è per l’antisportivo, Martin è a terra e non sembra volersi alzare, si legge la preoccupazione nei suoi occhi, sembra dolorante. La terna cambia la decisione assegnando solo due liberi, ma l’ala statunitense è costretta a sedersi in panchina.

Zanelli manderà la partita all’overtime e l’Happy Casa perderà per 96-93 dopo due supplementari. Si torna in Italia con qualche rimpianto e con molta preoccupazione per le condizioni del talento ex Vanoli.

Pochi giorni dopo arriverà la notizia che nessuno voleva sentire, lesione muscolare al retto femorale, si pronosticano almeno 40 giorni di stop. Brindisi non ci sta e si lancia subito sul mercato, l’obiettivo è chiaro: un americano che sostituisca Martin e che, una volta che quest’ultimo sia rientrato dall’infortunio, permetta alla squadra di passare al 6+6.

Dopo le prime voci che avrebbero voluto Jamarr Sanders di ritorno in Italia, il 12 dicembre arriva la notizia ufficiale: Dominique Sutton è un nuovo giocatore dell’Happy Casa Brindisi.

Classe 1986, Sutton ha giocato in diversi campionati in giro per il mondo, tra cui la G-League con i Santa Cruz Warriors, dove ha tenuto 13 punti e 6.4 rimbalzi di media. Ha frequentato anche il campionato italiano con la maglia dell’Aquila Trento durante la stagione 2015-16. Giocatore dotato di uno spiccato atletismo, che usa per dare il meglio nella propria metà campo, dove dimostra un’ottima intelligenza difensiva.

Nonostante l’entusiasmo diffuso per l’arrivo dell’ex Trento, molti sono scettici sulla scelta di Brindisi, poiché lo considerano dannoso in vista del rientro di Martin. I due, in effetti, sono giocatori molto simili. Basti pensare che Sutton in carriera ha prodotto di media 11.2 punti, 6.2 rimbalzi e 1.5 rubate. Numeri quasi speculari per il talento classe 1989 che produce di media 10.7 punti, 5.2 rimbalzi e 1.3 rubate. Ma la loro affinità va oltre i numeri; sono infatti entrambi giocatori molto energici, disposti a prendere la squadra sulle spalle nei momenti difficili, anche a costo di sporcarsi le mani.

Dopo tre giornate di rodaggio -in cui mostra comunque le sue enormi doti difensive- Sutton entra ufficialmente in ritmo nel match in trasferta contro Cremona dove, nonostante la sconfitta per 93-89, realizza 15 punti con un 7/9 da 2 punti, a cui aggiunge 9 rimbalzi, 1 stoppata e 1 rubata.

Nonostante la prova del neo-arrivato la situazione è critica per Vitucci e i suoi, con quattro stop in campionato nelle ultime sei. Il rientro di Martin è previsto per la 18esima giornata: è finalmente tempo di testare la convivenza tra i due specialisti difensivi; Brindisi può finalmente giocare il 6+6… o forse no.

Sembra ci sia una maledizione sullo spogliatoio pugliese, Sutton fermo a causa di un affaticamento muscolare, proprio quando sembrava essere entrato nelle rotazioni e aver trovato il proprio ritmo.

Il rientro di Martin è stato dei più positivi, e l’aspettativa per questa forma finale di Brindisi è tanta.

Osservando i match giocati da Sutton i dubbi sulla convivenza con Martin si affievoliscono. L’ex Trieste infatti sembra conoscere il suo ruolo e giocare per la squadra, regalando tiri ad attaccanti migliori di lui e non preoccupandosi troppo delle statistiche, che infatti raccontano ben poco sul tipo di giocatore che è. Martin è un giocatore più carismatico, il vero leader di questa Brindisi insieme a Banks, quello che fa il lavoro sporco, che urla, che si prende falli e che non molla mai, il classico giocatore a cui affidi la palla sul finale di una partita incerta.

Il debutto del 6+6 brindisino vede i due specialisti difensivi condividere il parquet per poco più di 3 minuti, in una partita tiratissima contro Brescia in cui però entrambi prendono sulle spalle la squadra, Martin come leader difensivo del quintetto titolare, e Sutton come leader morale della panchina pugliese.

L’ impressione finora è che l’Happy Casa abbia messo a segno il colpaccio, aggiungendo un americano che può risultare utile in ottica playoffs e in Champions League. Inoltre aggiunge un altro specialista difensivo da alternare a Martin, in modo da avere sempre un americano a guidare la second unit. Infine si accasa l’ennesimo giocatore capace di coprire più ruoli, aggiungendo molte soluzioni ad un armamentario già molto vasto, confermandosi sempre di più come la squadra più versatile presente nel campionato nostrano.

GLI ALTRI

Naturalmente quelle di Sutton e Happ non sono le uniche transazioni avvenute durante il mercato di riparazione, né tanto meno sono le uniche con esito positivo.

Ricordiamo, anche se questo caso non è strettamente legato al mercato, il debutto in campionato di Paulius Sorokas, lungo lituano sbarcato a settembre alla corte del Poz, che era stato impiegato soprattutto in coppa, tenendolo fuori dalle rotazioni nel campionato italiano. Dopo la partenza di McLean (rimpiazzato poi da Coleby) l’ex Zalgiris ha ottenuto subito il posto di 4 titolare nella sfida casalinga contro Varese, in cui ha fatto segnare 13 punti con il 50% da 2 e il 50% da 3 punti in 23 minuti. Prestazione che gli è valsa la conferma nel quintetto titolare della Dinamo anche per la 19esima giornata in trasferta a Pesaro, dove giocherà 24 minuti e farà segnare 12 punti a tabellino, confermando il 50% da dietro l’arco e aggiungendo 1 stoppata e 2 palle recuperate.

Degno di nota anche l’acquisto da parte dell’Acqua San Bernardo-Cinelandia Cantù di Joe Ragland, guardia statunitense che ha compiuto il suo debutto con la squadra lombarda nel corso della 13esima giornata, dove mette a segno solo 7 punti. Al momento viaggia di media a 9.0 punti a partita, 4 rimbalzi e 5.8 assist, con il 38% da dietro la linea dei 3 punti. Ciò che però i numeri non mostrano è l’organizzazione che la squadra di Pancotto dimostra da quando Ragland è arrivato a Cantù. L’ esterno statunitense è sembrato essere il tassello mancante alla rosa per fare il definitivo salto di qualità. Il n. 20 offre un’altra soluzione in pick&roll con Hayes, uno dei centri più positivi in questa prima metà di stagione. Inoltre permette a Clark e Young di prendersi del meritato riposo allungando le rotazioni. Non è insolito inoltre vedere Ragland costruirsi azioni da solista, magari sfruttando i blocchi dei suoi lunghi, quando l’Acqua San Bernardo non riesce a creare gioco.

Il mercato di riparazione nasconde mille insidie, a volte se si pesca il giocatore giusto si potrebbe arrivare a fare anche più del previsto durante la seconda metà del campionato. Al contrario se la scommessa è perdente l’obbiettivo potrebbe allontanarsi all’orizzonte partita dopo partita.

Non c’è margine d’errore, in fondo la fortuna aiuta gli audaci, ma siete proprio sicuri sia tutta fortuna?

Thomas Marzioni

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